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Poca urbanistica nel PNRR. Il presidente di ASSURB sul reclutamento e sulla proposta INU delle Agenzie

10/06/2021

All’approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza hanno fatto seguito quelle dei provvedimenti necessari all’attuazione: sulle cosiddette semplificazioni, sulla governance, sul reclutamento. Sull’ultimo aspetto è utile l’analisi di Markus Hedorfer, presidente di ASSURB, l’associazione che rappresenta gli interessi professionali degli urbanisti, al di là delle appartenenze ordinistiche. I criteri che saranno utilizzati per immettere nuovo personale nella pubblica amministrazione daranno nuove opportunità agli urbanisti e alla PA un’iniezione di competenze nel campo del governo del territorio? La lettura di Hedorfer è negativa: “Nei profili richiesti manca un’attenzione specifica per le questioni della pianificazione. Si parla di edilizia, di costruzioni. E’ un peccato. Il PNRR pone delle sfide epocali e per questo mi sarei aspettato un po’ più di coraggio. Certo, seguiranno altre azioni: speriamo di riscontrare in futuro elementi più interessanti”.

La scarsa attenzione alla pianificazione non è una novità per la programmazione pubblica di livello più alto. Da tempo oramai i temi e le necessità di rilancio e di sviluppo territoriale vengono affrontati dal lato del dichiarato obiettivo di semplificare le procedure, per realizzare opere, interventi, infrastrutture che in molti casi sono gli stessi da anni, se non decenni. Il presidente di ASSURB concorda: “E’ vero, è un’impostazione che viene da lontano. Speravo che il ministro Brunetta, in virtù dei suoi trascorsi da docente in un corso di laurea in urbanistica, dimostrasse maggiore sensibilità, e confido di riuscire ad aprire un confronto su questo e su altri aspetti. Penso ad esempio alla necessaria separazione delle carriere tecniche nei campi dell’edilizia e della pianificazione, che molto spesso nei bandi pubblici non viene prevista. E’ una nostra antica battaglia, da tempo ci battiamo per l’esigenza di predisporre bandi appositi per gli urbanisti: quando questa buona pratica viene seguita, non manchiamo di sottolinearlo”.

Tornando al decreto sul reclutamento, Hedorfer evidenzia anche il vulnus della previsione del regime a tempo determinato dei nuovi ingressi: “Mi lascia con l’amaro in bocca. Il Paese ha bisogno di una grande scossa, anche a livello di personale nella pubblica amministrazione. Di fatto non si potrà fare affidamento su questi nuovi ingressi per un tempo medio – lungo, e questi professionisti rischiano di trovarsi tra pochi anni in cerca di lavoro, con un mercato che sarà con tutta probabilità diverso dall’attuale”.

Proprio sul tema di un rilancio all’insegna di una maggiore considerazione delle potenzialità del governo del territorio l’Istituto Nazionale di Urbanistica ha organizzato il mese scorso un webinar mettendo sul tavolo il modello delle Agenzie di urbanistica francesi. Il segretario generale dell’INU, Francesco Domenico Moccia, è intervenuto sul Giornale dell’architettura riepilogando i vantaggi della proposta. Al riguardo il presidente di ASSURB riconosce che “nella pubblica amministrazione l’esigenza di competenze è molto sentita, in particolare nei Comuni di piccole dimensioni. Come ASSURB abbiamo sintetizzato la nostra richiesta nello slogan ‘Un urbanista per ogni comune’: tutti i comuni dovrebbero disporre di tecnici formati sulle materie dell’urbanistica e della pianificazione comunale, si potrebbe arrivare a farlo anche per i più piccoli disponendo delle cooperazioni. Per i più grandi, chiaramente, non ne basta uno. La proposta delle Agenzie di urbanistica è un’altra strada possibile anche se a me piacerebbe di più, lo dico a titolo personale, che gli uffici di piano fossero strettamente legati agli enti territoriali, che quindi necessiterebbero di essere riformati. Non è un caso che quello delle Agenzie di urbanistica sia un modello che viene dalla Francia, dove è stata una soluzione adottata proprio per le difficoltà di modificare la struttura amministrativa. Ulteriori elementi da prendere in considerazione sono che si tratta di strutture per le quali si pone una questione di legittimazione democratica (non è un caso che abbiano preso piede nei Paesi in via di sviluppo dove l’attenzione a questo aspetto e alle pratiche di partecipazione è minore) e la loro non completa copertura territoriale. Almeno per come conosciamo le Agenzie dall’esperienza francese, esse interessano soprattutto le aree metropolitane e loro territori vicini, mentre il resto del Paese ne è sprovvisto. E’ anche naturale, perché nascono proprio per far fronte alle esigenze di coordinamento delle politiche urbanistiche nelle agglomerazioni. Come ASSURB invece noi riteniamo vitale garantire expertise professionali urbanistiche a tutto il territorio della Repubblica, senza eccezione alcuna”.

 

 Andrea Scarchilli – Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica