25/08/2021
In occasione del quinto anniversario della scossa sismica che ha colpito l'Italia centrale e ha distrutto Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto e altre località gravemente danneggiate anche da altri eventi nei mesi successivi, è stato presentato il Rapporto sulla Ricostruzione. I dati contenuti nelle circa 40 pagine evidenziano innanzitutto un cambio di marcia che era già emerso da tempo, i frutti del lavoro della nuova struttura commissariale, guidata da Giovanni Legnini, che si è insediata un anno e mezzo fa. Le scelte e gli interventi, in primo luogo quelli legati alla semplificazione normativa e procedurale, hanno portato a risultati nella ricostruzione privata come quello sintetizzato dallo stesso Legnini nell’introduzione del Rapporto: “Il numero di domande approvate, e di cantieri autorizzati, è raddoppiato rispetto al totale dei quattro anni precedenti: erano 5325 al 30 giugno 2020; sono 10.263 a 30 giugno 2021, con un incremento di quasi cinquemila pratiche approvate, delle quali oltre 3300 nel primo semestre 2021”. Significativi i riscontri anche sul lato pubblico, dove, si legge nel Rapporto, “la spesa effettivamente erogata dal Commissario, a valere sulla contabilità speciale, è cresciuta da 266,5 a 410 milioni di euro tra le fine del 2020 e fine giugno scorso”.
Anche l’Istituto Nazionale di Urbanistica è al lavoro nell’importante sfida della ricostruzione dei territori dell’Italia centrale. Le sezioni INU delle quattro regioni colpite dai terremoti hanno avviato da qualche mese un'attività di supporto tecnico - scientifico alla struttura commissariale (la sezione capofila è quella di Abruzzo e Molise, presieduta da Roberto Mascarucci) per sostenere attraverso indirizzi sia i Comuni del cratere che gli Uffici Speciali per la Ricostruzione, con particolare riferimento ai Programmi Straordinari di Ricostruzione già regolati dall'Ordinanza n. 107. L’INU tra le altre cose offre il suo contributo tecnico alla predisposizione e alla cura di un quadro d’insieme che si accompagni alla ricostruzione fisica degli edifici, valorizzando anche la progettualità intercomunale.
Roberta Angelini, vicepresidente di INU Marche (proprio le Marche sono la regione complessivamente più colpita dalle scosse sismiche), architetto professionista, si occupa di pianificazione territoriale, progettazione di opere pubbliche e rigenerazione urbana, fa parte del gruppo al lavoro INU a supporto della struttura commissariale. Legge naturalmente in modo positivo l’accelerazione che emerge dai dati del Rapporto, arricchendo l’interpretazione con la constatazione di “un cambio di prospettiva. Il fatto che questo rapporto ci sia e in questi termini, è già di per sé la testimonianza che le cose stanno andando in una direzione per così dire più dinamica. Già solo l’anno scorso avevo un’idea negativa del processo di ricostruzione ma le ultime ordinanze hanno permesso anche un cambio di visione, più orientata al futuro”. Per Angelini è particolarmente significativo il lavoro impostato dal commissario (il Rapporto ne dà conto all’ultima pagina) per l’adozione di un Testo Unico della ricostruzione privata, prevista entro l’autunno. La vicepresidente di INU Marche sottolinea che questo testo unico sarà importante per i professionisti, in quanto “metterà in fila e farà chiarezza su una serie di cavilli, definizioni, principi, che talvolta hanno contribuito a rallentare la ricostruzione, indirizzando con maggiori certezze le scelte. Alcune operazioni di ricostruzione sono stata inficiate dalla farraginosità delle norme e delle procedure e questo ha prodotto danni anche al risultato d’insieme: in alcuni casi si è persa la possibilità di preservare un quadro complessivo perché magari demolire e ricostruire, a causa della complessità delle regole, si è rivelato più facile che restaurare, risanare, riqualificare. Il Testo Unico ci dovrebbe restituire una dimensione spaziale e progettuale trasversalmente adeguata”. Il miglioramento dovrebbe arrivare anche per i cittadini: "Molti di loro sono in attesa di riavere la propria abitazione, ma anche di avere contezza di come verrà inserita in un centro danneggiato, su quale sarà il suo rapporto rispetto al contesto urbano e allo spazio pubblico”. Inoltre l'avvio di una Consultazione Pubblica sulla bozza di testo unico, aperta a tutti, consentirà di certo un rapporto proficuo verso la semplificazione delle regole.
Un altro elemento importante che emerge dal Rapporto è l’inedita disponibilità di fondi, suddivisi in più strumenti, che saranno dedicati al rilancio economico e sociale. Angelini lo definisce “un supporto qualitativo importante. Se abbiamo indicazioni normative snelle per la ricostruzione fisica e riusciamo a incrociare i temi che il PNRR mette sul tappeto, parleremo anche di rigenerazione dei luoghi, perché questi fondi ci consentono di calare nello spazio urbano anche elementi che non erano contemplati nell’ambito della ricostruzione edilizia post - sisma. Dipenderà molto dalla capacità di visione che avranno i comuni, e qui sarà fondamentale la competenza del progettista urbano che deve sapere cogliere le possibilità di sapere fare di questi territori 'luoghi' in cui tornare a vivere con una qualità della vita innovativa e sostenibile”.
Un’ultima annotazione Angelini la dedica al legame della ricostruzione con la “Strategia Nazionale delle Aree Interne, che anche nell'Italia centrale aveva fatto una faticosa aggregazione di alcuni comuni su temi come sviluppo locale, scuola, salute, mobilità. Credo sia il momento in cui alcuni obiettivi di quella SNAI potrebbero incrociarsi con la ricostruzione e il PNRR, per aiutare le operazioni di sviluppo urbano a essere affini ai territori e non calate dall’alto, anche nel senso di una co - programmazione tra più comuni. Sarà importante fare non solo e non tanto piani urbanistici, ai quali comunque resta il compito di tenere insieme le regole di sviluppo spaziale del territorio, ma programmazione evolutiva e strategica: i Programmi Straordinari di Ricostruzione possono essere un valido strumento”. Che sono, come detto, il cuore della collaborazione dell'INU con la struttura commissariale.
Andrea Scarchilli – Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica