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I rischi dell’emergenza: il presidente del CeNSU commenta la proposta INU delle agenzie e l’impostazione del PNRR

17/06/2021

Il mese scorso l’INU ha organizzato un webinar in cui è stato analizzato il modello francese delle agenzie di urbanistica, nella prospettiva di una possibile considerazione per una più efficace attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In un successivo articolo scritto per il Giornale dell’architettura il segretario generale Francesco Domenico Moccia ha riepilogato i vantaggi della proposta. Tra questi quelli che derivano dall’iniezione di una componente tecnica in un’ottica di lunga durata nel lavoro e nella programmazione della pubblica amministrazione, oltre che le opportunità professionali che ne scaturirebbero per gli urbanisti. Al riguardo Markus Hedorfer, presidente di ASSURB, ha riconosciuto la bontà della proposta, pur dichiarando la preferenza per una soluzione che preveda un legame diretto tra gli enti territoriali e gli urbanisti e gli uffici di piano

Paolo La Greca, presidente del Centro Nazionale di Studi Urbanisti (CeNSU), definisce quello francese delle agenzie di urbanistica “un modello di grande interesse. Si tratta di organismi che con il concorso delle fondazioni sono, di fatto, pubblico – privati, una caratteristica che li rende nuclei operativi autonomi con una maggiore capacità di regia nella gestione dei processi. Non è un caso che per la predisposizione del PNRR lo stesso presidente del Consiglio si sia rivolto anche a grandi società private: in una fase così cruciale e per un piano così imponente diventa molto importante riuscire a introdurre elementi di efficienza che, spesso, il settore privato è in grado di attivare. Tuttavia, allo stato attuale il tentativo, nelle disposizioni sul reclutamento, di dotare le amministrazioni di componenti tecniche rischia di rivelarsi inefficace, visto che gli stessi tecnici finirebbero con il trovarsi ad operare come monadi disperse nelle diverse PA, e quindi fatalmente riassorbiti all'interno di un meccanismo che dovrebbero contribuire ad efficientare”. 

Questa lettura chiama naturalmente in causa un vulnus evidente, e più strutturale, del piano, ovvero la mancanza di una prospettiva strategica e programmatoria. Per il presidente del CeNSU infatti “l'urbanistica e il governo del territorio nel PNRR appaiono tanto sfuocati da essere assenti. Rimane decisamente in ombra le territorializzazione delle politiche. E’ evidente che in condizioni di emergenza si sia fatto leva su interventi ed esigenze che si sono stratificati negli anni, e che magari nel tempo hanno perso di rilevanza e necessità. E’ decisamente lontana quella stagione virtuosa del 'Progetto Ottanta' messo a punto dai primi governi di centrosinistra alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, una proiezione territoriale declinata nella costruzione dello scenario e dell’assetto del Paese, confortata da modelli di sviluppo economico. Dovremmo recuperare quell’ambizione a vedere il quadro d’insieme, piuttosto che, come anche in questa nuova fase, farci guidare dalla condizione di emergenza”. 

Il risultato è scatenare delle contraddizioni che rischiano di rivelarsi a dir poco dannose. “Non basta – dice La Greca – puntare alla transizione ecologica, perché in certe questioni, penso ad esempio al dichiarato obiettivo di moltiplicare gli impianti di produzione di energia rinnovabile sul territorio, si possono determinare effetti drammatici sul paesaggio e sulla qualità dell'ambiente. Va analizzato il rapporto tra il territorio, il paesaggio, il patrimonio culturale per impostare politiche pubbliche efficaci ed efficienti. Senza la capacità di lettura, conoscenza, interpretazione, si finisce con l'agire per approssimazioni dannose. Per esempio, viene da chiedersi: siamo certi che il passaggio all’elettrico sia la soluzione ottimale, tenuto conto di una certa indisponibilità generale di materie prime per la produzione delle batterie e della complessità, ancora non risolta, del loro futuro smaltimento?”. 

Di certo, conclude il presidente del CeNSU, “la pandemia si supererà, ma non si possono buttare via, come il bambino con l’acqua sporca, soluzioni che si orientano alla densificazione urbana, o al trasporto pubblico di massa, che ha rappresentato la soluzione per l'accessibilità e l'avvio di nuove stagioni di qualità urbana di molte città, a livello globale”.


Andrea Scarchilli - Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica