Rinnovo di Consiglio direttivo e cariche istituzionali per la sezione Puglia dell’Istituto Nazionale di Urbanistica. Come presidente a Francesco Rotondo subentra Francesca Calace, in un momento storico di grandi cambiamenti. Importante che l’INU consolidi il proprio ruolo, sottolinea Calace: “Viviamo una stagione in cui il territorio, e in particolare quello della Puglia, è sottoposto a pressioni e trasformazioni profonde derivanti da fenomeni globali, come la transizione energetica e l’overtourism, terreno di atterraggio dei tanti progetti PNRR sganciati da una visione di insieme, non ancora attrezzato rispetto al climate change, e allo stesso tempo in crisi demografica e oggetto di narrazioni stereotipate in favore del turismo. Un territorio che ha bisogno di cura e di visione. Con questa consapevolezza INU Puglia avvia questa nuova fase, con primo obiettivo di riaffermare la centralità dell’urbanistica nel contesto regionale, promuovendo e diffondendo la cultura e della pianificazione – intesa come cura e come visione per il territorio – presso tutte le componenti della società e le istituzioni, radicando la propria presenza nel territorio attraverso il dialogo e il rafforzamento delle collaborazioni con una più ampia platea di attori, valorizzando l’iniziativa di tutte le componenti INU, in particolare dei più giovani”. Occorre inoltre, prosegue la neopresidente della sezione regionale, “riaffermare il ruolo dell’INU nel dibattito pubblico sull’urbanistica, orientando il confronto su temi centrali per la comunità regionale e connettendolo al più ampio dibattito nazionale, evitando per quanto possibile di agire esclusivamente rispondendo alle urgenze dettate dalle emergenze e valorizzando la specificità e il ruolo dell’Istituto anche nei campi della formazione e del dialogo con le amministrazioni pubbliche. Per affrontare queste sfide, INU Puglia, sul modello dell’organizzazione nazionale, vuole rafforzare la propria per communities regionali, agganciate a quelle nazionali, nelle quali i temi sono declinati e approfonditi nel contesto del nostro territorio. Vuole inoltre costituire INU Giovani Puglia, per valorizzare il contributo delle giovani generazioni che si affacciano con interesse alla vita associativa dell’Istituto”.
C’è da tenere conto ovviamente anche della recente elezione di un nuovo presidente della Giunta in Puglia, Antonio Decaro, assieme al rinnovo del Consiglio, che consente di guardare a un orizzonte amministrativo di portata temporale significativa. Infatti, dichiara Calace, “si tratta di una fase politica nuova, sebbene in continuità amministrativa; così come anche il nuovo Direttivo regionale apre una fase nuova della vita della sezione, sebbene in continuità con il mandato precedente. Un orizzonte temporale che ci consente di avviare un confronto e un programma di lavoro comune, in cui INU vuole esser partner ma anche voce autonoma e critica quando serve. Le questioni in agenda sono rilevanti: superata la lunga stagione derogatoria del piano casa, ed essendo tuttora in corso quella altrettanto derogatoria delle ZES e in piena evoluzione quella della transizione energetica, ne vanno valutati gli effetti e va compreso quale debba essere la strategia urbanistica che serve a questo territorio in questa fase. Anche a partire dalla prospettiva assunta dalla politica regionale: dei cinque punti del programma della nuova Giunta regionale, uno esplicitamente riguarda il ‘Tutelare il territorio. Governare i rischi’, ma in realtà tutti chiamano in causa il contributo dell’Istituto: dal diritto allo studio alla riconversione green a Taranto, dalla rigenerazione agricola alla casa, dalla resilienza idrica all’energia, dalla mobilità al ‘mare democratico’. Aggiungo che servono riflessioni specifiche e urgenti sull’overtourism che – per usare le parole di Piva – sta rendendo la regione un parco a tema per compiacere i turisti; sul sistema costiero, nel quale sono evidenti i guasti del passato, la pressione insediativa e gli effetti del cambiamento climatico; sull’energia e l’agricoltura, laddove la crisi della seconda non può essere alibi per la sua marginalizzazione in favore di una vera e propria industrializzazione energetica che ormai ha superato i livelli di guardia. Infine, quasi tutte le città capoluogo stanno elaborando i nuovi PUG e serve monitorare quali saranno le scelte in una stagione in cui le città vanno incontro alla duplice criticità dell’estremizzazione del clima e dell’invecchiamento della popolazione, che comportano una necessaria discontinuità con le pianificazioni del passato”.
Inevitabile, in questo complesso lavoro di confronto con le istituzioni regionali, guardare a quanto fatto nel recente passato. La presidente di INU Puglia sottolinea al riguardo che “la storia recente della regione dimostra che l’azione di pianificazione, quando è fondata culturalmente, condivisa e lungimirante, porta i suoi frutti nel tempo; come nel caso del Piano paesaggistico della regione, che, a distanza di dieci anni dall’approvazione, è tuttora l’unico riferimento certo per la pianificazione locale, non solo per la tutela ma soprattutto lo sviluppo sostenibile del territorio. L’ultimo decennio invece si è caratterizzato da un lato per le molteplici derive derogatorie, dall’altro per il reiterato tentativo di produrre una nuova legge urbanistica, percorso a cui anche INU Puglia ha dato un contributo con il progetto PER la Puglia, basato sul confronto tra varie leggi regionali ed esperienze per offrire un contributo di riflessione sulla nostra condizione. Ma a mio avviso si confondeva il mezzo con il fine, ovvero si tentava di costruire una nuova norma senza avere chiari né i problemi da affrontare né tantomeno il modello di sviluppo e di città da perseguire attraverso la legge. Quel percorso non è giunto a conclusione e parte di quel lavoro può tornare utile, a patto che nella regione si chiarisca quali siano gli obiettivi che concretamente si vogliono perseguire e i motivi per cui è sempre più difficile pianificare. Il programma di mandato sembra ricco di obiettivi innovativi, la loro traduzione in politiche implica un percorso arduo e da gestire in modo condiviso. Questa mi sembra la sfida, per INU Puglia e per l’intero territorio”.
Andrea Scarchilli - Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica