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Premio INU Università Civica, a Bagnoli l’alleanza tra ateneo e comitati civici

26/02/2026

La sperimentazione di un’alleanza tra l’università da un lato, e comitati civici dall’altro, per produrre risultati e strumenti sul tema dell’accesso al mare: soggetti non abituati a lavorare assieme, caratterizzati da impostazioni e approcci dissimili, che hanno scoperto un terreno di confronto. Il Premio “Università Civica” dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, nel 2025 alla prima edizione, è stato assegnato nella categoria “didattica” al contributo “Mappare il diritto al mare: strumenti didattici e partecipativi per l’esplorazione delle aree liminali della costa napoletana”.

Si è partiti dalle “attività del progetto europeo Erasmus+ PS-U-GO – Education in Living Labs, che sperimenta in quattro città europee Urban Living Lab (ULL) come spazi di apprendimento (Franz, 2015). Nella città di Napoli, l’ULL si è strutturato in percorso finalizzato al riconoscimento delle aree liminali tra città e mare come beni comuni urbani, coinvolgendo un gruppo multidisciplinare di studenti, ricercatori, università, enti di ricerca, associazioni del terzo settore, tecnici comunali e attivisti”. L’ULL si sviluppa in continuità con il percorso di ricerca-azione promosso da CNR IRISS in collaborazione con Lido Pola – Bene Comune (2021 - in corso), finalizzato all’attivazione di processi di rigenerazione urbana nel quartiere di Bagnoli e con le attività del Comitato Mare Libero, Pulito e Gratuito di Napoli. Inoltre, con la Conferenza Internazionale AESOP “Urban Conflicts and Peace: Everyday Politics of Commons”, co-organizzata da CNR IRISS e ospitata dal DiARC e da Lido Pola – Bene Comune nel 2023, l’ULL è supportato, nella sua dimensione didattica, dal Laboratorio di valutazione Evaluab del DiArc (Dipartimento di Architettura) della Federico II.

Il gruppo di lavoro, che ha operato da febbraio a novembre dello scorso anno, è stato quindi di formazione e provenienza composite, costituito da ricercatori, studenti, attivisti. Riferimenti sono stati Stefano Cuntò, Federica Morra, Lorenzo Lodato, Fabrizia Cesarano, Andrea Simone, Giorgia Manfredonia, Domenico Salvatore Galluccio, Maria Cerreta, Stefania Ragozino. Dichiarano che “ognuno dei 4 Living Lab si è sviluppato partendo da una metodologia comune e dall’obiettivo della trasmissione del sapere, ma ciascuna delle attività intraprese nelle quattro diverse città europee è stata all’insegna di dinamiche specifiche, proprie del contesto di lavoro. Nel nostro caso punto di riferimento fisico e sociale è stato il Lido Pola, un ex stabilimento balneare di Bagnoli, che è stato preso in carico in maniera informale nel 2013 da un collettivo che si chiamava Bancarotta. Nel 2016 l'amministrazione comunale ha riconosciuto lo stabile e la comunità che lo anima come Bene Comune. L’attività degli studenti e dei ricercatori si è sviluppata a stretto contatto con gli attivisti dell’associazione Mare Libero che si occupa a livello nazionale dell’accessibilità al mare e del contrasto alle pratiche di privatizzazione. Il percorso è rientrato in parte in un tirocinio universitario, in parte era aperto alla partecipazione di chiunque fosse interessato: eravamo quindi ricercatori, studenti, attivisti, semplici cittadini, che si sono interrogati sul modo attraverso cui l’università possa contribuire a sostenere temi tradizionalmente appannaggio dei comitati civici, come appunto l’accesso al mare. Da linguaggi e approcci diversi siamo arrivati a produrre a una mappatura di tipo collaborativo che ha individuato elementi come le strade, gli accessi, gli usi e le gestioni delle varie porzioni di suolo”.

Lodato del movimento Mare Libero (ha una dimensione di coordinamento nazionale e diverse affiliazioni locali, nello specifico l'ULL è stato condotto con la collaborazione attiva degli attivisti di "Mare libero, pulito e gratuito" di Napoli) sottolinea rispetto all’esito della ricerca, la mappatura, che “essendo uno strumento collaborativo il primo fine, raggiunto, è stato quello di creare un percorso di confronto tra gli attori coinvolti ovvero attivismo, studenti, ricercatori, impresa ed istituzioni. Nel periodo della ricerca c’è stato uno scambio tra i componenti che non avviene di frequente. Già questo è un risultato positivo, e la creazione di un contenitore di analisi pura costituisce senz’altro un valore aggiunto. La mappa è del resto un processo in divenire: il primo esito è uno stato dell’arte dell’accessibilità del litorale napoletano, un quadro che relativamente al Comune di Napoli in precedenza non esisteva”.

 

Andrea Scarchilli – Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica

 

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