Il Manifesto di Giffoni per il futuro delle aree rurali, pubblicazione frutto di elaborazione e confronto interuniversitario e transdisciplinare, a cura dell’omonimo think tank coordinato scientificamente dalla professoressa Teresa Del Giudice ed operativamente da Eligio Troisi, è stato presentato, per aprire il forum di discussione, al Salone di rappresentanza “Antonio Genovesi” della Camera di Commercio di Salerno. Del gruppo di lavoro fa parte anche, oltre a Troisi, componente del Consiglio direttivo della sezione Campania dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, Roberto Gerundo, proboviro dell’INU.
Il testo, scaricabile e commentabile con contributi scritti, accedendo alla home page del sito del GAL Colline Salernitane, è stato ufficialmente illustrato da un parterre sia di coautori che di autorevoli interventi programmati. Il Manifesto è l’esito del percorso aperto nell’ambito del quinto Forum nazionale dei GAL, i Gruppi di azione locale, che si è svolto dal 16 al 19 ottobre 2024 a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno. L’INU ha svolto per l’evento un importante ruolo di supporto scientifico.
A Salerno alla presentazione del Manifesto di Giffoni si sono succeduti tredici interventi, alla presenza di un pubblico numeroso, attento ed altamente qualificato, oltre che tantissimi collegamenti in diretta streaming. “E’, per il GAL Colline Salernitane, motivo di soddisfazione”, dichiara il direttore Troisi. “Proprio questo GAL ebbe l'intuizione, oltre un anno fa, di dare vita al think tank di esperti, impegnandoli ad elaborare un documento strategico sulle aree rurali. L’obiettivo è smuovere discussioni a volte sterili o stagnanti e spesso ricche di retorica, ma prive di una reale prospettiva che tenga conto dei turbinosi cambiamenti che attraversano complessivamente la società e in particolare anche le aree rurali. Ora è il momento che ‘questa creatura’ che abbiamo voluto tenere in gestazione possa andare in giro per l'Italia e per l'Europa come stimolo per alimentare confronto e discussione”.
Il presidente del GAL Antonio Giuliano, facendo sintesi del pensiero di tutto il CdA, ha espresso “la riconoscenza per lo sforzo generoso di tutto il team del GAL. Attraverso il Manifesto di Giffoni si è dato onore al nostro territorio alla nostra laboriosa comunità”.
Significativo il contributo del professor Roberto Gerundo, tutto coniugato sulla linea di una nuova visione di funzioni e di sviluppo per le aree rurali, dove a fronte di nuove sfide, dalla transizione ecologica alla esigenza di “riabitare” i territori, si pone, per il pianificatore, “la necessità di ricercare nuovi modelli di organizzazione territoriale e governo dei territori nella logica di integrazione dinamica tra città e campagna”.
Don Antonio Romano, ausiliario vescovile della Arcidiocesi di Salerno - Campagna – Acerno, portando anche il saluto dell’arcivescovo Andrea Bellandi, ha detto: “E’ dalle piccole cose, dai piccoli gesti come dalle piccole comunità delle nostre aree interne, che può ripartire la prospettiva di speranza e di ripresa, ed è solo dalle parole, dal confronto, che si può ricercare la soluzione ai piccoli problemi come alle grandi sofferenze che stanno attanagliando l’umanità nel nostro tempo. Su questi valori e sui principi di pace e di solidarietà la Diocesi è sempre aperta al confronto”.
Camillo Catarozzo, presidente della BCC Campania Centro ha dichiarato rivolgendosi a Del Giudice e Troisi: “Forse non vi rendete ancora conto, forse lo sottovalutate: questo è un documento importante perché riaccende in modo chiaro ed innovativo prospettive di confronto per correggere approcci individualistici e divisivi”.
Alessandra Pesce, direttrice del CREA, ha manifestato, da esperta, grande apprezzamento al gruppo di lavoro e condivisione del Manifesto di Giffoni, sottolineandone il portato di analisi con ambiti di nuova discussione e nuovi linguaggi, che aprono alla prospettiva di sostanziali cambiamenti alle politiche di sviluppo. Pesce ha riconosciuto che “in questo nuovo approccio ed auspicata nuova dimensione gli attori locali, di cui i GAL rappresentano i soggetti più strutturati e radicati con una rete capillare sui territori rurali e le aree interne, possono essere motore di cambiamento nella logica di comunità, di sostenibilità e di valorizzazione delle componenti ambientali ed antropiche”.