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In ricordo di Aldo Tarquini. Il testo di INU Umbria

23/02/2026

Alla soglia degli 80 anni ci ha lasciato il 18 febbraio Aldo Tarquini, presidente dell’INU Umbria e membro del direttivo nazionale dal 1987 al 1990. Il suo è stato un contributo fondamentale per la ricostituzione della sezione Umbria dell’INU dopo la prima Rassegna Nazionale Urbanistica che si tenne a Stresa nel 1984, fatto di impegno, disponibilità e passione.

L’attività professionale di Aldo è indelebilmente legata a Terni di cui fu dirigente dell’ufficio Urbanistica dal 1972 al 2009 e direttore generale dal 2009 al 2013. IL suo è stato un impegno esemplare di “civil servant” al servizio della comunità ternana e regionale.

La lunga permanenza alla guida dell’ufficio urbanistica, accanto ad una rara capacità professionale e curiosità intellettuale, gli hanno consentito di sperimentare nella città umbra gli strumenti e le pratiche urbanistiche che si sono succedute dagli anni ’70 agli anni ’10 del 2000: la progettazione e gestione dei Piani per l’edilizia economica e popolare; il recupero dei centri storici; il rapporto tra pianificazione e programmazione delle risorse tramite il sapiente uso dei programmi urbani complessi; la nuova forma del Piano dopo le riforme degli anni ’90, le trasformazioni urbane guidate dal partenariato pubblico-privato. Amava tanto l’urbanistica che l’architettura, fedele alla lezione ridolfiana della “urbanistica dei 500 metri” in cui visione e forma urbana hanno trovato una felice sintesi proprio a Terni. La sua concezione dell’urbanistica legata al progetto ed alla capacità di individuare le risorse per la sua attuazione è perfettamente sintetizzata nel titolo del suo libro “Terni - La forma della città industriale. Il progetto delle parti”, che è una sorta di testamento della sua attività nella città umbra e nel PRG curato insieme all’architetto Paolo Portoghesi. Profondo sostenitore di un assetto territoriale regionale equilibrato in grado di valorizzare il ruolo delle città umbre. Promotore di progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana che hanno interessato tante aree dismesse della città di Terni riconvertite a funzioni multimediali e tecnologiche per cercare di ridare un ruolo alla città di Terni dopo la crisi dell’acciaio.

Ma sarebbe sbagliato relegare l’attività urbanistica di Aldo, semplicemente come una significativa esperienza di provincia, perché il suo metodo di lavoro ed i risultati ottenuti hanno molto da dire a tutta l’urbanistica italiana.

La sezione Umbria dell’INU lo ricorda con amicizia e rimpianto. 

 

Sezione Umbria Istituto Nazionale di Urbanistica