Il Premio “Università Civica” dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, alla prima edizione, è stato nel 2025 l’opportunità per apprendere delle buone pratiche attraverso cui gli atenei sono riusciti a produrre pianificazione nelle città e nei territori. Alla Giornata di Studi di Napoli del dicembre scorso sono stati premiati lavori per tre categorie.
In quella che attiene alla “ricerca-azione” il riconoscimento è andato a Francesca Bragaglia del Politecnico di Torino per il contributo “La ricerca-azione in posizione precaria: autocoscienza di una ricercatrice a tempo determinato dalla sua esperienza di campo". Si tratta di un’analisi in cui trovano spazio sia l’impegno in AuroraLAB, “laboratorio del Politecnico di Torino - si legge nella presentazione - avviato nel 2018 come progetto di public engagement per accompagnare Aurora, quartiere fragile di Torino, nell’affrontare complesse sfide urbane e sociali”, sia la condizione lavorativa della ricercatrice, che non può che influenzare lo svolgimento e gli esiti del percorso.
Bragaglia dichiara che il contributo al Premio dell’INU “nasce dalla volontà di mettere in tensione il tempo lungo della ricerca - azione con lo stato di ricercatrice precaria vincolata a contratti di breve termine, condizionata da altri tipi di scadenze e priorità, come gli impegni di pubblicazione, e dalla necessità di fare fronte alla competizione accademica”. E’ inevitabile, prosegue, che “questa condizione finisca con l’influenzare la ricerca – azione, a cominciare dalle energie da dedicare a un’attività che non è sufficientemente valorizzata, visto che godono di maggiore considerazione altri tipi di esperienze. C’è da un lato un tema etico che attiene alla scelta obbligata della distribuzione del tempo, dall’altro una riflessione sulle risorse, troppo poche, per i ricercatori che operano in questo ambito. Occorrerebbe sostenerli sul lungo termine, altrimenti il rischio è quello di penalizzare l’incisività del patto di fiducia che si crea tra ricercatore e territori, che per forza di cose si basa sulla richiesta di una presenza durevole".
AuroraLAB ha come “base” (dal gennaio 2024, quando venne siglato un patto di collaborazione) la scuola elementare Parini. Massimo Cellerino, dirigente dell’Istituto Comprensivo Torino 2 di cui la Parini fa parte, definisce il rapporto tra il laboratorio del Politecnico e la scuola “una sperimentazione virtuosa. L’obiettivo è per fare incontrare persone che operano sul territorio, portatrici di diverse competenze, con chi lavora nella scuola. Quest'ultima si pone come punto di riferimento del quartiere andando oltre il servizio tradizionale. Lo facciamo in vari modi, ad esempio mettendo a disposizione uno spazio per gli studenti dell’ateneo, fornendo così ai nostri alunni una sorta di orientamento intergenerazionale, visto che i bambini assistono di persona e comprendono l’essenza dello studio e della ricerca universitari. Proprio i bambini contribuiscono alla proposta di interventi di microrigenerazione urbana del quartiere. Confrontandosi cercano di proporre soluzioni che siano praticabili, come la sistemazione dell’arredo urbano”.
Andrea Scarchilli – Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica