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INU Piemonte e Valle d’Aosta, Carolina Giaimo presidente: “In campo per una pianificazione utile, pubblica e sostenibile"

22/01/2026

La recente Assemblea della sezione Piemonte e Valle d’Aosta dell’Istituto Nazionale di Urbanistica è culminata con il rinnovo del Consiglio direttivo, e con la conferma alla presidenza di Carolina Giaimo, che sottolinea l'intenzione di un lavoro che prosegua “nel segno della continuità, ma con un impegno ancora più mirato su due fronti: da un lato, rafforzare la presenza dell’INU nel dibattito pubblico e tecnico sul governo del territorio e sulla pianificazione; dall’altro, estendere e rendere più capillare l’azione della sezione, valorizzando tanto l’area metropolitana torinese ma anche i contesti territoriali delle altre province e, in modo più strutturato, la Valle d’Aosta. Il bilancio della fase 2023–2025 ritengo che sia positivo. Abbiamo perseguito obiettivi chiari: consolidamento economico e associativo, iniziative culturali e formative, dialogo proattivo con istituzioni e professioni, collaborazione con il Politecnico di Torino, presenza nelle reti nazionali e internazionali. Sul piano operativo, la sezione ha mantenuto una forte capacità di iniziativa: partecipazione a tavoli e consultazioni (dalla revisione della Legge urbanistica piemontese e della Valle d’Aosta al percorso sul PRG di Torino), attività di formazione con Ordini e Fondazioni, contributi al Rapporto del Territorio INU, sviluppo di relazioni con le associazioni ambientaliste, a partire da Legambiente Piemonte. A questo si aggiunge un dato che considero rilevante per l’autonomia e l’efficacia dell’azione associativa: la solidità economica della sezione, costruita con gestione prudente e con alcune entrate straordinarie, che ci consente oggi di programmare nuove attività”.

Il programma in campo comprende, prosegue la presidente di INU Piemonte e Valle d’Aosta, “qualificare ulteriormente l’offerta pubblica della sezione, con un programma che tiene insieme iniziative culturali, formazione, posizionamenti tecnici e presidio dei principali processi istituzionali in corso. Una prima attività riguarda il rafforzamento della formazione: stiamo preparando per l’Ordine degli Architetti PPC di Torino un ciclo 2026 centrato sulla 'utilità della pianificazione' alle diverse scale (a partire da quella comunale) oltre che su temi chiave come il paesaggio. In parallelo, vogliamo presidiare con maggiore intensità i passaggi decisivi dei grandi strumenti: il nuovo PRG di Torino (di cui la Giunta comunale ha licenziato il Progetto preliminare lo scorso 16 dicembre 2025) e l’avanzamento del PTGM metropolitano, oltre ai processi regionali (la riforma della Lr urbanistica 56/1977 e l’aggiornamento del PTR). Sul versante ‘reti e scambi’, confermiamo l’impegno internazionale in METREX: è un canale strategico per riportare nel dibattito italiano pratiche e approcci europei sulla governance metropolitana. Dopo l’elezione di Marco Griguolo (Città Metropolitana di Milano) alla Presidenza di METREX, e in vista della Spring Conference a Helsinki (10–12 giugno 2026), intendiamo rendere più visibile il ruolo della sezione in questa dimensione. Infine, due impegni trasversali: rilanciare INU Giovani e la campagna associativa 2026, e potenziare la produzione editoriale su Urbanistica Informazioni, valorizzando la specificità della nostra Sezione interregionale e la pluralità dei contesti piemontesi e valdostani”.

INU si trova ad agire in un contesto tutt’altro che lineare perché, dichiara Giaimo, “le urgenze si collocano, a mio avviso, in una convergenza critica tra transizione ecologicapressione trasformativa (pubblica e privata) e incertezza normativa. In primo luogo, pesa molto il quadro nazionale: la persistente assenza di una legge di principi sul governo del territorio continua a produrre frammentazione e disomogeneità; al contempo, si moltiplicano iniziative che spostano l’attenzione sull’asse edilizia/costruzioni. Lo schema di disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 dicembre 2025 per un ‘Codice dell’edilizia e delle costruzioni’ rende questo tema molto attuale e preoccupante, per noi, meritevole di un monitoraggio rigoroso per evitare squilibri tra semplificazione edilizia, urbanistica e qualità/strategia della pianificazione. In Piemonte, la priorità è duplice. Da un lato, la revisione della Lr 56/1977 ritengo sia un passaggio che va governato con coraggio riformista (forma del piano, pianificazione intermedia, strumenti per rigenerazione e suolo, rapporto tra conformità e coerenza, rilancio della copianificazione, integrazione con clima e rischi). La Regione ha formalizzato l’attivazione, a maggio 2025, di un Tavolo di confronto con una specifica deliberazione e ha comunicato principi guida come semplificazione, snellimento delle procedure, contrasto al cambiamento climatico e contenimento del consumo di suolo. Dall’altro lato, l’iter della norma ‘Cresci Piemonte’ (disegno di legge 94/2025) introduce misure temporanee di accelerazione delle procedure urbanistiche: è un tema delicato, perché la riduzione dei tempi può essere utile per rispettare scadenze finanziarie, ma deve restare compatibile con valutazioni, partecipazione, coerenza con obiettivi pubblici e tutela del suolo. Una terza priorità riguarda il quadro della pianificazione regionale: l’aggiornamento del Piano Territoriale Regionale del Piemonte, trasmesso al Consiglio regionale a inizio dicembre 2025, e il tema del rapporto con la Città metropolitana e il ruolo delle Province e della pianificazione di coordinamento, che in molte parti del territorio appare ancora debole. Sul versante metropolitano e urbano, il percorso del nuovo PRG di Torino e l’avanzamento del primo PTGM costituiscono due snodi strategici: qui si misurerà la capacità di tenere insieme rigenerazione, servizi ecosistemici, spazio pubblico, mobilità e adattamento climatico con strumenti realmente attuabili e verificabili. In Valle d’Aosta, la priorità è rendere pienamente integrata la pianificazione con gli scenari di rischio e impatto climatico, nel quadro dell’aggiornamento del Piano territoriale paesistico e dell’evoluzione della normativa urbanistica regionale (anche attraverso interventi recenti). È un contesto dove l’equilibrio tra tutela paesaggistica, resilienza, turismo e insediamento richiede strumenti molto solidi e una governance multilivello efficace”.

Secondo la presidente “il contributo dell’INU, e della nostra sezione, sta innanzitutto nel suo profilo: un soggetto culturale e tecnico autorevole e indipendente, capace di connettere qualità scientifica, competenza professionale e sensibilità istituzionale. In concreto, possiamo agire su quattro linee. La prima è ‘Presidio e proposta’: partecipare ai tavoli istituzionali (come quello sulla revisione della Lr 56/1977 del Piemonte), produrre osservazioni e contributi strutturati, offrire 'letture' che tengano insieme piano, programmi, regole e obiettivi pubblici ed esiti attesi (qualità dell’abitare, rigenerazione, clima, suolo). Poi la ‘Costruzione di competenze’: formazione continua qualificata, anche con formati accessibili, per supportare amministrazioni e professionisti in una fase in cui norme e procedure cambiano rapidamente e in cui la qualità delle decisioni dipende molto dalla capacità di interpretare strumenti complessi. In terzo luogo porsi come ‘Cerniera tra mondi’: rafforzare le connessioni tra istituzioni, ordini professionali, università, associazioni ambientaliste e società civile, anche attraverso iniziative dedicate allo spazio pubblico e alla dimensione metropolitana, dove la cooperazione interistituzionale è condizione di efficacia. Infine l’impegno su ‘Comunicazione pubblica e accountability’: dare continuità alla divulgazione critica tramite Urbanistica Informazioni e momenti pubblici di confronto. In una fase di forte pressione trasformativa e di instabilità normativa, la sezione può contribuire a riportare al centro l’urbanistica e la pianificazione come azione pubblica di qualità, non come adempimento, e a farlo con un metodo basato su confronto, evidenze, responsabilità istituzionale e visione territoriale”.

 

Andrea Scarchilli – Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica 

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