La campagna associativa 2026 dell’Istituto Nazionale di Urbanistica si è aperta all’insegna dello slogan “Governare il cambiamento”. E’ il presidente Michele Talia a spiegare la ragione della scelta di questo titolo, sottolineando che “Governare il cambiamento è un obiettivo irrinunciabile per la disciplina urbanistica, in particolare in un anno nel quale molte criticità accumulate nel tempo si manifesteranno con forza sia sul piano nazionale, sia su quello internazionale. E’ proprio quando le istituzioni sembrano svolgere con più fatica la loro funzione regolatrice e di indirizzo che il governo del territorio può acquisire una più marcata centralità, proponendosi come riferimento credibile sotto il profilo tecnico e culturale”.
Talia illustra alcuni esempi: “La fine del PNRR segna la fine di una stagione di eccezione che ha sospeso, più che risolto, le contraddizioni del governo del territorio. Oltre al concludersi di un ciclo caratterizzato dalla disponibilità di risorse straordinarie, questa nuova fase vedrà molto probabilmente il riproporsi di un nuovo ‘Piano Casa’- da intendersi non come politica abitativa strutturale, ma piuttosto come strumento compensativo di una congiuntura che sarà caratterizzata presumibilmente dal disinvestimento in edilizia - e la discussione di un disegno di legge delega sul Codice dell’edilizia, che propone una risposta regressiva alla scarsità di risorse: meno pianificazione, più deroghe; meno visione urbana, più speculazione edilizia. A fronte di questa interpretazione del post-PNRR, emerge con maggiore chiarezza la necessità di un’urbanistica capace di operare senza invocare inutili giustificazioni, di governare il cambiamento in condizioni ordinarie, di selezionare priorità e redistribuire opportunità. Contrastare la riduzione dell’urbanistica a mera funzione edilizia non significa difendere un apparato normativo, ma affermare piuttosto il carattere pubblico e politico della trasformazione dello spazio”.
L’INU sarà in campo innanzitutto con il consueto, ricco ventaglio di progetti e attività. E’ lo stesso presidente a ricordare che “oltre a confermare alcune importanti iniziative (la 23esima edizione di Urbanpromo e la XV Giornata Internazionale di Studi INU), che costituiscono ormai da molto tempo un tratto distintivo del programma di attività del nostro Istituto, il 2026 si caratterizzerà per lo svolgimento di attività di ricerca e di riflessione che punteranno a contrastare i numerosi alibi che tendono ad erodere il prestigio e l’autorevolezza dell’urbanistica: la giustificazione dell’emergenza (‘bisogna fare presto’); il pretesto della semplificazione (‘le regole sono un ostacolo’); l’appiglio della neutralità tecnica (‘i protocolli europei!’). Prima ancora che allo svolgimento di webinar, seminari e convegni - di cui daremo tempestivamente notizia sulla newsletter, sui social e sulla nostra piattaforma web - lo svolgimento di questo denso programma di iniziative si affida ad una fitta rete di gruppi di lavoro operativi (le Communities INU) che affrontano specifiche aree tematiche (come Urbanistica Partecipata, Città accessibili, Formazione, Paesaggio, Area Vasta, ecc.) al fine di elaborare proposte e soluzioni per l'innovazione urbanistica e territoriale grazie al coinvolgimento di studiosi, docenti, professionisti e tecnici”.
Il riferimento, dice Talia, sarà la conferma di “un atteggiamento e uno stile di lavoro ormai consolidati: l’INU intende offrire il proprio contributo critico alla discussione che dovrebbe decollare nei prossimi mesi nel Parlamento e nel Paese sui temi della riforma edilizia e del governo del territorio. Nonostante la notevole distanza che separa i punti di vista espressi finora dalle principali forze politiche, l’Istituto è impegnato ad affiancare le istituzioni con un approccio collaborativo e propositivo, che si fonda sul lavoro compiuto in questi anni intorno al disegno di una ‘Legge di principi fondamentali e norme generali per il Governo del territorio e la pianificazione’. Oltre a mettere a disposizione le proposte legislative a cui ha lavorato, e ad illustrare quelle esperienze progettuali che sembrano in grado di promuovere l’innovazione disciplinare in materia di urbanistica e di rigenerazione urbana, riteniamo di poter favorire una più ampia concertazione tra i soggetti e gli attori del processo di pianificazione anche a partire dal coinvolgimento degli enti (Regioni e Comuni) che aderiscono al nostro Istituto”.
Andrea Scarchilli - Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica