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Partecipazione, l'INU protagonista della nuova Carta

08/01/2026

La Carta della Partecipazione è il manifesto che sancisce le fasi del coinvolgimento di cittadini ed enti nelle decisioni pubbliche. La Carta nel settembre 2024 è stata presentata al Festival della Partecipazione di Bologna in una versione rinnovata e attuale alla presenza del Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna, dopo circa 10 anni dalla sua elaborazione da parte dell’Istituto Nazionale di Urbanistica e di AIP2. 

Quella versione venne presentata alla Camera dei deputati nel settembre 2015. La Carta della Partecipazione pubblica testimonia l’avanguardia della posizione dell’INU (in particolare della Community "Governance e partecipazione" allora guidata da Donatella Venti), che già prima di allora sosteneva con convinzione la posizione di definire la pianificazione anche a partire dal coinvolgimento pubblico. L’INU comprese l’importanza dei processi partecipativi all’interno dei percorsi progettuali anche di matrice europea fin dai primi anni 2000 e contribuì a dare alla partecipazione uno spazio crescente nella discussione nazionale sulle trasformazioni della città e del territorio, un approccio che portò alla stesura della Carta nella prima versione e poi alla scelta di renderla uno strumento contemporaneo e in grado di adeguarsi ai cambiamenti sociali e culturali in corso e alle nuove esigenze dei territori. 

La prima versione della Carta ha visto come detto l’INU in prima linea come promotore insieme con l’Associazione italiana per la Partecipazione Pubblica (AIP2), con il supporto dell'International Association of Facilitators (IAF), Italia Nostra, Cittadinanzattiva e CITTA’ CIVILI – Onlus. Oggi il partenariato è più ampio, con l’INU sempre presente e protagonista di tutte le fasi di dialogo e mediazione che hanno portato alla redazione della nuova edizione. Attualmente Raffaella Radoccia e Gilda Berruti, quali referenti della Community “Governance e partecipazione”, sottolineano proprio “il ruolo storico e centrale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica nella costruzione della Carta della Partecipazione”, segnalando l’inizio di un percorso condiviso fin dai primi anni del 2000. Lavorando attivamente alla predisposizione del documento e alla successiva diffusione rivolta in primis alle amministrazioni e alle associazioni, la Community ha compreso come alcuni tra i dieci principi funzionassero meglio mentre per altri sarebbe stata necessaria una revisione in itinere, proprio in funzione della coerenza con i diversi piani e progetti realizzati dalle pubbliche amministrazioni che via va hanno aderito alla Carta e naturalmente dell’evoluzione pratica e culturale dei territori coinvolti.  

Ad esempio, proseguono Radoccia e Berruti, “una questione come la valutazione era poco inserita nella progettazione. Non era possibile discuterne in termini di partecipazione. Nella Carta aggiornata la valutazione è trattata in modo più consapevole come principio che orienta l’azione e valorizza il percorso svolto, i risultati ottenuti e gli impatti generati. Misurare l’efficacia di un processo è utile per migliorare”. Allo stesso modo, “l’enfasi attuale sulla necessità di cooperare per cambiare le cose trova un riflesso nella Carta in cui si aggiunge il principio del co-creare. Ciò comporta il riconoscimento di competenze che supportino la complessità dei processi, aiutino a trattare i conflitti e a mediare tra i diversi attori attivi nei territori, andando oltre le routine consolidate”.

Nella nuova Carta i punti sono passati da 10 a 12. E’ cambiata anche la struttura: se nella prima versione erano elencati meri principi, la Carta del 2024 presenta valori e principi che orientano l’azione, con l’ambizione di maggiori flessibilità, pragmatismo e concretezza. La Carta è diventata base per la costruzione delle linee guida sulla partecipazione, in attesa di pubblicazione, da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del 6° Piano d’Azione Nazionale per il Governo Aperto, promosso nel quadro dell’Open Government Partnership, con l’obiettivo di rafforzare la partecipazione dei cittadini alla definizione delle politiche pubbliche.

 

Andrea Scarchilli - Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica

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