La confusionaria situazione per quanto riguarda la pianificazione paesaggistica a Roma e nel Lazio. L’opportunità di un regime speciale per la capitale?
L’articolo di Vittorio Emiliani da il Fatto quotidiano
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La pandemia e l’emergenza sanitaria, a dispetto delle apparenze, non fanno bene allo sviluppo sostenibile.
L’articolo del portavoce di Asvis Enrico Giovannini dal Corriere della Sera
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Urbanistica e rigenerazione urbana: una riflessione da parte del segretario dell’Inu Francesco Domenico Moccia.
L’intervento da il Giornale dell’architettura
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Il secondo capitolo de "Il Verde Urbano. Cambiamenti climatici e strategie per città e territori resilienti" è il focus dell'ultima newsletter di Urbanpromo. Materiale dall'ultima edizione della manifestazione
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La ripartenza dopo il contagio passa per la ricetta classica del consumo di suolo? Altre ricette sono possibili?
L’articolo di Tomaso Montanari da il Fatto quotidiano
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La lunga fase di distanziamento sociale ha costretto molti settori nel nostro Paese a cimentarsi con la sfida del digitale e dell’innovazione tecnologica. Ma per cogliere le opportunità fino in fondo vanno colmati molti gap.
L’articolo dell’inserto de la Repubblica “Affari e finanza”
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Un testo è l’occasione per riflettere sulla nozione di spazio sociale nella fase di emergenza che stiamo vivendo.
L’articolo di Città bene comune – Casa della cultura, Milano
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Quale il destino degli spazi pubblici nelle nostre città dopo l’emergenza sanitaria? Alcune riflessioni di Mario Spada, presidente onorario dell’Associazione Biennale spazio pubblico, in un articolo da il Giornale dell’architettura
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L’Istituto Nazionale di Urbanistica e Urbit patrocinano la campagna “Pedali Uniti d’Italia” promossa dalla Fiab: vacanze in bicicletta per sostenere il settore turistico
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Quale il destino degli spazi pubblici nelle nostre città dopo l’emergenza sanitaria? Alcune riflessioni di Mario Spada, presidente onorario dell’Associazione Biennale spazio pubblico, in un articolo da il Giornale dell’architettura
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Le nuove priorità ed esigenze per prevenire il contagio mutano anche la natura della richiesta degli spazi lavorativi. L’esempio degli uffici.
L’articolo del Sole 24 Ore
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La discussione sulla riforma della professione di architetto, la riflessione di un architetto paesaggista.
L’intervento da Artribune
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L’emergenza sanitaria mette in luce nuove priorità ed esigenze. E’ chiamata in causa la progettazione delle nostre case e delle nostre città. Da scienziati, medici, architetti una lettera al Presidente della Repubblica. L’intervista a Massimiliano Fuksas da la Repubblica
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Parla Piero Bassetti, il primo presidente della Regione Lombardia. Riflessione a tutto campo alla luce dell’emergenza sanitaria, tra i temi trattati il modello lombardo, il regionalismo e il centralismo.
L’intervista dal Corriere della Sera
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L’esperienza e lo slancio accumulati per l’emergenza sanitaria possono dare il via a un processo che renda il nostro modello di sviluppo più a misura d’uomo.
La lettera dei promotori del Manifesto di Assisi dal Sole 24 Ore
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L’ultima newsletter di Urbanpromo è su “Il verde urbano. Cambiamenti climatici e strategie per città e territori resilienti”. Materiale, videointerviste e progetti dall’ultima edizione della manifestazione
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Nel nostro Paese ancora stentano a prendere forma indicazioni e riferimenti per la fase che seguirà l’emergenza. Molto cambierà e dovrà cambiare, a cominciare dall’organizzazione della vita e del lavoro. L’articolo di Walter Veltroni dal Corriere della Sera
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“La città contemporanea. Capacità di adattamento e fragilità”, è per la seconda volta su questo argomento il focus della newsletter di Urbanpromo. Materiale e videointerviste dall’ultima edizione della manifestazione
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Il report del Wwf che mette in relazione la distruzione degli ecosistemi e l’espansione delle epidemie. L’articolo dell’inserto de la Repubblica “il venerdì”
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Sono svariate le ipotesi e le supposizioni sulle modalità e le caratteristiche della fine del cosiddetto lockdown nelle nostre città. Un comitato tecnico costituito per lo scopo è al lavoro. Quello che ormai sembra acquisito è che si tratterà di un processo molto graduale, scadenzato sulla base del livello di rischio assegnato a ogni attività sociale e professionale. In più si può affermare che la transizione sarà diversa a seconda del settore. I