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Legge governo territorio, ddl Irto apre confronto. L’INU è in campo

29/05/2026

L’impegno e la collaborazione dell’Istituto Nazionale di Urbanistica per un confronto, anche istituzionale, in cui si metta al centro l’approvazione di una legge sul governo del territorio. Il senatore Nicola Irto (Partito Democratico), primo firmatario di un disegno di legge di principi sul tema, il 1840/2026, li ha chiesti al presidente dell’INU Michele Talia nel corso della conferenza stampa di presentazione del dispositivo in Senato, alla Sala Caduti di Nassirya, ricevendo piena disponibilità.

L’iniziativa di Irto (assieme alla vicepresidente del Senato Anna Rossomando, altra firmataria) arriva del resto a valle dell'input che l’INU ha lanciato alle istituzioni già due anni fa, quando nella stessa sala di Palazzo Madama presentò la sua proposta di legge di principi. Proprio il presidente dell’INU nel corso della conferenza stampa ha riconosciuto con apprezzamento che l’iniziativa di Irto “tocca numerose questioni che la nostra proposta trattò. Chiederei ulteriore incisività sul tema della rigenerazione urbana, perché la cultura e le istituzioni italiane hanno atteso troppo tempo per occuparsi in modo convincente di questo aspetto, e anche a causa della legislazione regionale è diventato di difficile definizione, oggetto di un consumo lessicale che rende arduo leggere i limiti della rigenerazione urbana e gli strumenti che la regolano”.

Talia ha poi richiamato l’attenzione su “modalità e forme degli strumenti attuativi: nella nostra proposta abbiamo provato a sostituire il concetto di conformità con quella di coerenza, che richiede al progettista e a alle tecnostrutture ruolo più attivo”. Per il presidente dell’INU la fase è particolarmente delicata perché “l’Italia si trova di fronte a una questione urbana che si muove in modo silente, e in assenza di politiche adeguate ad affrontarla. Manca tuttora nel nostro Paese un’agenda urbana nazionale e se l’eventuale compilazione di questa agenda non potrà contare su una legge di principi sarà molto difficile affrontare problemi come il cambiamento climatico, il contenimento del consumo di suolo, l’invecchiamento della popolazione, gli effetti devastanti delle nuove tecnologie. Eppure oggi alle città ci si preferisce avvicinare con una regolamentazione dell’edilizia pressoché esclusiva, come se la città fosse una sommatoria di case. Se la consapevolezza della necessità di una legge di principi sul governo del territorio non si affermerà esisterà il pericolo che la cultura urbana possa essere fortemente ridimensionata nei suoi asset fondamentali, e questo per effetto dell’enfasi sulle questioni edilizie, e che temi fondamentali vengano accantonati e messi da parte”.

Temi elencati da Irto come problemi che la sua proposta ha l’ambizione di affrontare e risolvere: “Abbiamo provato a mettere il governo del territorio al centro”, perché riguarda questioni fondamentali. Tra queste il senatore ha citato “la casa, la mobilità, l’accesso ai servizi, la possibilità di vivere in luoghi dotati di dignità sociale e civile”, mentre in un altro passaggio del suo intervento aveva richiamato l’attenzione sulle questioni ambientali, tra cui le conseguenze del cambiamento climatico. Alla base della proposta contenimento del consumo di suolo, che è riconosciuto come risorsa limitata e bene comune. Poi rigenerazione urbana e territoriale, “tante leggi ne hanno il titolo ma non lo fanno, in questo ddl si prova a connotarla sulla base di direttrici come la qualità dell’abitare, la riduzione della marginalità sociale, l’adattamento ai cambiamenti climatici”. Quindi pianificazione multilivello “per superare conflitti di competenza e assenza di coordinamento”, partecipazione democraticarisorse, 500 milioni all’anno, in un fondo nazionale per la pianificazione territoriale.

Anna Rossomando ha sottolineato: “L’ambizione di questo disegno di legge è quella di riprendere un’impostazione fatta di pensiero e territorio, che non può essere un luogo dove si pensa di edificare senza che ci sia un pensiero più grande. Non è una questione burocratica, tutt’altro. Poi il ddl serve anche per dare protagonismo alle professioni intellettuali”.

Interventi anche da Alessandro Panci, presidente del Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori: “Lavoriamo sulla base di una legge del 1942, che aveva come presupposto la necessità di intervenire sui territori in una logica di espansione. Non è evidentemente la base più corretta”. Massimo Locci, vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Architettura, ha definito l’iniziativa di Irto “molto interessante, anche se ci sarebbe piaciuto che fosse precedente a tutte le normative che da essa dovrebbero discendere. Dà la possibilità di un riordino sistematico”. Infine Katia Tarasconi, sindaca di Piacenza e presidente della Commissione dell’Anci “Urbanistica, Rigenerazione Urbana e Periferie", che ha espresso apprezzamento: “Se vogliamo arrivare nel 2050 all’obiettivo del consumo di suolo zero servono regole semplici e risorse stabili. Il tempo stringe”.

 

Andrea Scarchilli – Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica