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La nuova consultazione sulla Community "Porti città territori" sull'impatto del DL 121/2021. L'intervento del coordinatore Rosario Pavia

09/11/2022

La pianificazione delle città portuali rappresenta per il governo del territorio una specificità su cui non c’è stata nel nostro Paese una adeguata attenzione. I piani del porto, nella loro settorialità, confliggono con quelli urbanistici. Esiste, va riconosciuto, un oggettivo vulnus culturale e normativo che dovrebbe essere colmato nella riforma nazionale della pianificazione (partendo dalla necessaria Legge nazionale di principi e regole generali del governo del territorio). 

L’attuale sistema normativo della pianificazione portuale è bloccato dalla sua stessa settorialità. Il DL 121/2021 (Disposizioni urgenti in materia di investimenti e di sicurezza nel settore del trasporto marittimo), ha riformato nel profondo la pianificazione portuale agendo con semplificazioni e misure riduttive che toccano direttamente il Titolo V della costituzione. Con il DL 121/2021 sono ora le Autorità di Sistema portuale ad approvare i propri piani, con un oggettivo ridimensionamento del ruolo delle amministrazioni locali. La riforma sta rivelando la sua inadeguatezza e inefficacia. La Community "Porti città territori" coordinata da Rosario Pavia vuole aprire sul tema un confronto di riflessione. Di seguito gli interventi. 


Rosario Pavia (coordinatore della Community) - La pianificazione delle città portuali. Prospettive di riforma (newsletter del 12 novembre 2022)


Le precedenti consultazioni

La nuova normativa sulla pianificazione portuale

Le Zone Economiche Speciali (ZES)

La crisi dei porti durante la pandemia