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Il presidente di INU Lombardia Marco Engel ricorda Giorgio Ferraresi

26/08/2026

Era il 1970 e la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano era in grande fermento. Discussioni interminabili e seminari a tema che duravano settimane intere offrendo agli studenti anche dei primi anni l'opportunità di un confronto aperto su temi che spaziavano dalle politiche sociali alle scelte urbanistiche ed anche dalla forma della città all'evoluzione delle tipologie edilizie e del linguaggio architettonico. È in una di queste occasioni che ho incontrato per la prima volta Giorgio Ferraresi, che a quel tempo si occupava del problema della casa e dello sviluppo delle periferie operaie assieme a un gruppo di docenti , fra i quali ricordo Maurice Cerasi, Alberto Magnaghi, Giorgio Morpurgo, che avevano organizzato un ciclo di seminari prendendo spunto dagli articoli appena pubblicati sulla rivista "Il Manifesto".

Per alcuni anni Giorgio continuò a frequentare quei temi finché, alla metà degli anni '70, entrò nel Comune di Milano per partecipare alla redazione ed alla prima fase di gestione del PRG approvato nel 1980. Dieci anni dopo, al suo rientro in università iniziò a occuparsi dei temi della qualità dell'ambiente urbano e dell'equilibrio dello sviluppo territoriale: temi all'epoca assai poco frequentati e che solo dopo molti anni sono arrivati a conquistare il centro del dibattito urbanistico e a tradursi in disposizioni legislative. Di questi temi si è occupato come coordinatore del Dottorato in Pianificazione Urbana Territoriale ed Ambientale e partecipando allo sviluppo di progetti territoriali promossi dalla Regione Lombardia su contesti ambientali fragili o in trasformazione. Non ha mai smesso di battersi per affermare la centralità del rapporto con la terra e con l'ambiente in tutti i campi governabili con l'attività di pianificazione: dalla trasformazione urbana all'evoluzione dell'attività agricola.

Giorgio si è spento il 22 agosto scorso dopo una lunga malattia che negli ultimi anni gli aveva impedito di partecipare ad un dibattito che andava concentrandosi proprio sui temi a lui più cari. Ci rimangono le sue pubblicazioni e l'attività dei suoi discepoli e della Società dei Territorialisti che aveva contribuito a fondare e della quale ha coordinato la sezione milanese. Ma già ci mancano il suo entusiasmo e la sua incrollabile fiducia nella capacità dell'elaborazione culturale di migliorare i destini della società: in fondo era un grande ottimista ed anche per questo è bene ricordarlo e seguirne l'esempio.

 

Il presidente di INU Lombardia

Marco Engel