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Friuli Venezia Giulia, l’INU sulla riforma del governo del territorio: “Passo avanti ma tanto lavoro da fare”

08/11/2026

E’ da poco entrata in vigore in Friuli Venezia Giulia la Legge regionale 16 ottobre 2026, n. 11 – “Riforma del governo del territorio”. Si tratta della legge forse più importante di tutta la legislatura perché destinata ad incidere profondamente per anni, forse per decenni, sull’assetto e organizzazione di tutto il territorio regionale. Con questa legge, la normativa urbanistica tradizionale fa un salto di qualità e diventa “governo del territorio”. E’ un passaggio fondamentale perché significa che la Regione e gli altri enti territoriali dotati di poteri di pianificazione, saranno meno centrati sulle classiche questioni urbane e dovranno occuparsi sempre più, invece, di questioni di scala territoriale (cosa che, in un’epoca di cambiamenti climatici, va salutata con grande grande favore). Verrà superato, inoltre, con il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT), il Piano Urbanistico Regionale Generale (PURG) approvato nel 1978. Questi passaggi erano attesi da anni e fortemente propugnati, con numerosi convegni, documenti, incontri, dal nostro Istituto, che ha il compito statutario di promuovere la pianificazione come strumento principale del “governo del territorio”. Anche nella preparazione e discussione di questo strumento di legge regionale, il nostro Istituto si è impegnato a fondo nel sostenere, verso la Regione, alcune posizioni di forte innovazione dei contenuti e dei meccanismi di governo. A valle dell’iter legislativo dobbiamo riconoscere che le nostre proposte non sono state ignorate: diversi nostri principi sono entrati nella legge (in particolare sulla visione strategica del PGT, sulle risorse territoriali fondamentali, sulla rigenerazione territoriale, sul consumo di suolo e sulla sostenibilità urbanistica), alcune anche in forma molto vicina alle formulazioni proposte anche se c’è ancora da fare per arrivare ad un modello di governo territoriale efficace come l’INU FVG sostiene da tempo.

Rimane incompiuto l’auspicato passaggio da una pianificazione intesa solo come insieme di “piani” a una pianificazione intesa anche come sistema effettivo di governo multilivello dei tanti interessi (e conflitti) esistenti sul territorio. In particolare, le nostre proposte puntavano: alle Province come titolari della funzione della pianificazione di area vasta; alla copianificazione delle grandi trasformazioni; a strumenti di integrazione delle diverse politiche regionali e alla partecipazione del Consiglio regionale alla approvazione del PGT in quanto piano di una intera comunità regionale. Erano punti qualificanti della proposta dell’INU che non sono stati presi in considerazione. Il giudizio finale, quindi, in attesa di valutare anche elementi complementari importanti come il citato PGT (adottato dalla Giunta nell’ultima seduta di ottobre) e i regolamenti attuativi, è che la Legge, che fa comunque un passo in avanti dopo quasi vent’anni di inerzia, non sia riuscita ad incidere su alcuni meccanismi di governo tra cui, in particolare, il ruolo del livello intermedio (o Area vasta o, oggi in FVG, Provincia). Questo, che doveva essere, anche secondo la Giunta regionale, il passaggio nodale e innovativo, rimane non attuato. Una Provincia, non dotata della autorevole funzione di pianificazione di area vasta, rimarrà un ente debole alla ricerca di un senso; i cosiddetti Sistemi Territoriali Locali saranno governati dalla Regione senza che la stessa si sia data un sistema di obiettivi generali e specifici per le aree vaste. La stessa pianificazione regionale, priva di meccanismi di integrazione multisettoriale fra i diversi strumenti e competenze, perderà il ruolo di indirizzo generale avuto con il Piano Urbanistico Regionale Generale e sarà sempre più considerata un “settore” tra gli altri, come in modo preoccupante numerosi processi documentano.

C’è ancora lavoro da fare in particolare per le Province e per le Conferenze di copianificazione. Per le Province si dovrà definire un percorso per trasferire reali competenze di pianificazione lavorando da subito per rendere, tali enti, capaci di assumersi, prima possibile, questa responsabilità di governo. Per quanto riguarda le Conferenze di copianificazione, dovranno diventare sedi di conoscenza e confronto per la ricomposizione dei conflitti tra interessi territoriali di diverso tipo e livello.

 

Il presidente, Sandro Fabbro e il direttivo dell’Istituto Nazionale di Urbanistica sezione del Friuli Venezia Giulia