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Città Metropolitane, il gradino da scavalcare

17/03/2021

Marco Bussone, presidente dell’Uncem, ha lanciato in un intervento sul quotidiano "la Repubblica" la proposta di lavorare a un nuovo rapporto tra Torino e il suo territorio metropolitano di riferimento a partire dalla montagna alpina. Una maggiore integrazione, un’alleanza che sia in grado di valorizzare meglio i reciproci punti di forza. Lo slogan richiamato da Bussone per Torino, essere “capitale alpina”, sintetizza l’invito a guardare oltre i confini comunali, verso quei borghi e quei territori che le nuove esigenze dettate dalla pandemia rendono opzioni di vita sempre più appetibili.

Il presidente della sezione Piemonte e Valle d’Aosta dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, Carlo Alberto Barbieri, accoglie favorevolmente la suggestione del presidente dell’Uncem, sottolineando: “E' comunque necessario che venga approfondita e articolata. La sostanza sta nel fatto che la città metropolitana di Torino, lungi dal dover essere prevalentemente essere considerata un problema per dimensioni e conformazione, è dotata di una grande 'biodiversità', intesa sia dal punto di vista territoriale che paesaggistico, socioeconomico e istituzionale (e anche la pandemia ci sta insegnando quanto la biodiversità sia un valore assoluto). Si è usato per le città metropolitane soprattutto lo slogan di essere ‘Città di città’, quasi per sfumare il rischio di un 'dominio del capoluogo'. Nel caso della città metropolitana di Torino (315 comuni, 2,2 milioni di abitanti e ben 6.830 kmq) a questo profilo si possono e dovrebbero aggiungere quelli di essere ‘territorio di territori’ e ‘paesaggio di paesaggi’: è un arricchimento che evidenzia l’unità nel segno della diversità, la coesistenza dei paesaggi e dei sistemi urbano territoriali tipici della città e della sua conurbazione metropolitana, della montagna, della collina, della campagna, come valore. Se si riesce a cogliere questo elemento fondamentale allora può nascere una grande opportunità. Il ruolo di Sindaco della città metropolitana, che la legge Delrio assegna al sindaco del capoluogo, andrebbe ritagliato proprio sulle personalità in grado di cogliere e mettere a sistema e frutto questo paradigma”.

Proprio il tema della Città metropolitana, l’ente istituito nel 2014, è particolarmente rilevante in questo ragionamento. Per Barbieri “è necessario non solo un cambio di passo ma un vero proprio 'gradino da scavalcare'. Vanno colte le potenzialità e la diversa natura dell’istituzione: l’elezione di secondo grado può essere una grande risorsa, ma a patto di coglierne il profilo di innovative government e governance in cui vengono rappresentati come attori le comunità e i territori per fare sistema. La vecchia Provincia era un ente terzo che per certi aspetti faceva da fratello maggiore 'difendendo' i territori più deboli da Torino. Ma il capoluogo può diventare invece 'campione' di una squadra che giochi come tale conferendo vantaggi articolati anche a Torino stessa: aumentano gli abitanti oltrepassando la soglia dei due milioni, il territorio si amplia notevolmente fino ad acquistare una centralità internazionale, visti i collegamenti infrastrutturali (Torino - Lione in primis) e la posizione - cerniera sud ovest europea, solo per sottolineare alcuni elementi". 

L’impostazione proposta dal presidente di INU Piemonte e Valle d’Aosta parte chiaramente da una lettura delle peculiarità del territorio di Torino (come del resto la riflessione di Bussone e del suo sguardo “dalla montagna”), ma presenta evidenti riflessi e possibilità, sia pur differenziate, di allargamento alle altre città metropolitane del nostro Paese. Barbieri riconosce anche l’esistenza di “un problema politico. Occorrerebbe una classe politica che sappia invertire l’approccio. I partiti scelgono il candidato sindaco del capoluogo metropolitano soprattutto sulla base dei problemi da risolvere nella Città ma non sembrano ancora in grado di considerare l’attitudine, la visione (e volontà) di essere anche Sindaco metropolitano di comunità e territori". 

 

 Andrea Scarchilli – Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica