INUCOMUNICA

Al World Urban Forum l’impegno dell’INU sull’abitare

15/05/2026

“Housing the world: safe and resilient cities and communities”: questo il tema del tredicesimo World Urban Forum che si terrà dal 17 al 22 maggio a a Baku, capitale dell'Azerbaigian.

L’INU vi parteciperà come componente di una coalizione internazionale di associazioni che si occupano di planning, il Global Planners Network, guidata dal Royal Town Planning Institute (RTPI). Oltre a RTPI e all’INU vi fanno parte l’International Society of City and Regional Planners (ISOCARP), l’American Planning Association (APA), la Commonwealth Association of Planners (CAP), la City Space Architecture (CSA) e il Global Planning Education Association Network (GPEAN). Le associazioni condivideranno uno spazio espositivo, “base” delle loro attività al WUF, naturalmente incentrate sul tema di riferimento, l’abitare. L’INU vi porterà la propria esperienza. Come sottolinea il presidente Michele Talia “l’INU affronta il tema dell’abitare attraverso un approccio articolato che combina advocacy culturale, posizionamento istituzionale e scambio di conoscenze basato su progetti riguardanti le molteplici forme dell’abitare”.

In primo luogo Urbanpromo, evento annuale organizzato con la società strumentale Urbit, che tra i suoi “filoni” di approfondimento e confronto ne ha già dal 2011 uno espressamente dedicato al social housing. Gianni Biagi, presidente di Urbit, ricorda che in Urbanpromo “il filone Social Housing affronta i bisogni abitativi emergenti (tra cui housing per anziani, residenze per studenti e formule di co-living), nonché gli strumenti europei per l’abitare accessibile, coinvolgendo importanti partner istituzionali come Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazione Cariplo, Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e CDP Real Asset Sgr, confermando il ruolo dell’evento come punto di riferimento nazionale per professionisti e decisori pubblici. Inoltre attraverso il Premio Urbanistica, organizzato nell’ambito di Urbanpromo, l’INU riconosce e diffonde esempi concreti di buone pratiche nel social housing, nel co-housing e nei programmi di rigenerazione di quartiere con una forte componente residenziale e sociale. Queste attività collocano l’INU come hub di conoscenza e soggetto istituzionale di advocacy: favorendo il dibattito, costruendo reti tra settori diversi, contribuendo alla definizione di proposte politiche e promuovendo l’integrazione dell’abitare nelle pratiche ordinarie della pianificazione urbanistica”.

Un approccio, quello dell’integrazione tra abitare e pianificazione, che ha visto da sempre impegnato l'INU. Laura Pogliani, che coordina la Community “Politiche e servizi per l’abitare sociale”, dichiara: “L’INU è un'associazione in cui pianificatori territoriali, professionisti, accademici e funzionari pubblici possono incontrarsi e discutere le sfide attuali dell’urbanistica sia nei gruppi di lavoro sia negli eventi pubblici. Questi gruppi di lavoro sono formalizzati come comunità tematiche, tra cui quella dedicata all'abitare. La Community considera le politiche abitative come parte costitutiva delle politiche di welfare pubblico o sociale, integrate nel governo del territorio. In questa prospettiva sono state create molteplici occasioni di confronto con diversi attori, pubblici privati e del mondo sociale e cooperativo, al fine di conoscere e discutere le iniziative locali e regionali in corso. Con questo spirito, l’INU ha firmato da alcuni anni un protocollo di collaborazione con Federcasa, la federazione nazionale delle aziende di edilizia residenziale pubblica, istituendo un canale strutturato di dialogo tra pianificatori e gestori dell’edilizia abitativa”.

Fondamentale l’attività editoriale. Francesco Sbetti è il presidente di INU Edizioni: “Attraverso la sua casa editrice l’Istituto pubblica buone pratiche nelle riviste Urbanistica e Urbanistica Informazioni e ha inoltre pubblicato un volume che documenta esperienze europee di housing accessibile e community building nel periodo 2018–2023, basato su una serie di seminari dedicati ai diversi Paesi e focalizzati sui modelli di Francia, Regno Unito, Germania, Austria e Repubblica Ceca”.

 

Andrea Scarchilli - Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica