Il 30 giugno si è tenuto nella sede della Città Metropolitana di Milano il primo seminario di un ciclo organizzato dalla sezione Lombardia dell’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Legambiente Lombardia con l'intento di offrire all'amministrazione comunale una visione condivisa per il futuro della città. La convinzione è che il capoluogo lombardo debba sfruttare il tempo che ci separa dalle elezioni amministrative del 2027 - che, con l'elezione del nuovo sindaco, apriranno comunque una nuova fase della politica milanese per il governo del territorio – per confrontarsi e riflettere su obiettivi e contenuti del piano che verrà.
Marco Engel, presidente di INU Lombardia, sottolinea che “il tema scelto per il primo incontro del ciclo, ‘Un nuovo piano per Milano in ottica metropolitana’, aveva carattere fondativo: doveva indicare l'approccio col quale affrontare l'elaborazione del nuovo piano, con una inversione del metodo di elaborazione e valutazione delle scelte, partendo anzitutto dalla considerazione delle ricadute su un territorio ben più vasto di quello racchiuso nel confine comunale. Tale approccio, in parte presente nei documenti che compongono il piano vigente, non sembra avere inciso né sulla costruzione del sistema delle regole né sulla gestione nel tempo del piano stesso. Sicché è andata accentuandosi la distanza fra le dinamiche della trasformazione urbana entro i confini di Milano e quelle della vasta area metropolitana. Per affrontare un tema complesso e dai contorni non perfettamente delineati il seminario è stato articolato in due parti. Una prima parte fondativa, sviluppata con tre relazioni finalizzate a proporre una lettura a più livelli: l'evoluzione della città e della società a Milano negli ultimi vent'anni, i rischi di squilibrio territoriale e le risorse per nuove politiche urbane (Franco Sacchi, direttore del Centro Studi del Piano Intercomunale. Milanese); gli strumenti culturali e tecnici in grado di rendere evidenti i disagi e le minacce da contrastare e le opportunità da valorizzare in una situazione di preoccupante densità e contradditorietà della disciplina statale e regionale e di invadenza di politiche e strumenti settoriali (Patrizia Gabellini, prof.ssa Onoraria di Urbanistica del Politecnico di Milano); i diritti fondamentali che il piano deve garantire: diritto alla casa, diritto alla qualità della vita, diritto all'equilibrio ambientale ed ecologico (Mimmo Fontana, responsabile rigenerazione urbana e ambientale Legambiente)”.
Poi, prosegue Engel, “una seconda parte di confronto diretto in forma di ‘tavola rotonda’ fra amministratori della città centrale e dei Comuni dell'area milanese, che ha consentito di evidenziare le luci e le ombre di un rapporto non necessariamente conflittuale e potenzialmente virtuoso, se il ruolo trainante del Comune di Milano sarà gestito in modo da valorizzare le polarità e le opportunità presenti nel territorio della Città Metropolitana. L'intero dibattito, coordinato da Ugo Targetti (vicepresidente di INU Lombardia), è stato inoltre attraversato dalla preoccupazione per la fragilità dell'istituzione Città Metropolitana e per la scarsità di risorse delle quali è dotata, sicché le sue capacità di governo rischiano di risultare inadeguate”.
Alla tavola rotonda hanno partecipato Francesco Vassallo (vicesindaco della Città Metropolitana), Anna Scavuzzo (vicesindaco del Comune di Milano), Carlo Barone (vicesindaco del Comune di San Donato Milanese), Lucia Mantegazza (sindaco del Comune di Gessate), Edoardo Marini (assessore all’Urbanistica del Comune di Rho), Lorenzo Radice (sindaco del Comune di Legnano), Ilaria Scaccabarozzi (sindaco del Comune di Gorgonzola) e Marco Segala (sindaco del Comune di San Giuliano Milanese).
Si tratta come detto di un primo incontro di una serie il cui esito, dichiara il presidente di INU Lombardia, “risiede principalmente nella definizione del taglio da adottare per gli incontri successivi, i cui temi, preannunciati nella lettera aperta inviata agli amministratori milanesi nello scorso mese di novembre, riguardano: le scelte strategiche dello sviluppo, ovvero crescita, densificazione e sostenibilità del carico urbanistico; gli strumenti per garantire una ripartizione equilibrata dei vantaggi della rendita; la risposta al crescente fabbisogno di alloggi a basso costo; l'adattamento ai cambiamenti climatici da porre al centro dell'armatura pubblica della città. I temi verranno trattati in altrettanti incontri seminariali organizzati con cadenza regolare, eventualmente integrati con altre questioni emerse nel corso del primo seminario fra le quali il sistema metropolitano della mobilità quale fattore fondamentale dell'equilibrio territoriale”.
Il ciclo di seminari organizzato da INU e Legambiente rappresenta come detto un’evoluzione dell’impegno intrapreso da tempo. Nel novembre scorso è stata infatti diffusa la citata lettera aperta “con la quale consigliammo agli amministratori milanesi di sfruttare la pausa nell'elaborazione del nuovo piano, causata dalla bufera giudiziaria abbattutasi sulla città, per sviluppare un percorso di approfondimento e condivisione degli indirizzi e dei nodi strutturali. L'adesione a questa proposta è stata testimoniata dalla vicesindaco di Milano, Anna Scavuzzo, che, nel corso della tavola rotonda del 30 giugno, ha ricordato che lo stesso Comune di Milano ha avviato un proprio ciclo di iniziative, denominato ‘Quaderni per Milano’, la prima delle quali si è svolta il 16 giugno: lo stesso giorno della conclusione del primo processo milanese con una sentenza di assoluzione per tutti gli imputati ‘perché il fatto non costituisce reato’”.
Andrea Scarchilli – Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica