URBANISTICA AL TEMPO DEL COVID-19
vai ai post

Dobbiamo immaginare strutture flessibili per un urbanesimo aperto

Richard Sennett intervistato da Giuliano Battiston, di chefare.com

21/09/2020

Un “urbanismo aperto” per costruire un ambiente flessibile, non sovradeterminato o del tutto definito a priori, così da conservare i benefici del vivere insieme nelle città ma scongiurarne le minacce più pericolose. Quelle derivanti da virus e malattie, ma anche quelle legate agli effetti dei cambiamenti climatici.

Per Richard Sennett, tra i più autorevoli intellettuali del nostro tempo, visiting professor di Urban Studies al Massachusetts Institute of Technology e senior advisor per il programma dell’Onu su cambiamento climatico e città, solo un urbanismo aperto o tattico è all’altezza della grande sfida che abbiamo di fronte. Evitare il sovraffollamento, mantenendo la densità sociale che rende ogni città veramente tale.

ARTICOLI CORRELATI

COMMENTI (0)

LASCIA UN COMMENTO

Esegui il login o registrati per lasciare un commento