La POSIZIONE dell’INU
APPUNTI per la RICOSTRUZIONE
Criteri generali
- Garantire alle attività economiche e di servizio interrotte dal sisma una immediata ripresa, garantendo sicurezza ed efficienza della localizzazione e, ove possibile, continuità localizzativa
- Attivare reali processi di partecipazione alle scelte localizzative da parte della popolazione
- Evitare, per la localizzazione di insediamenti temporanei, l’impegno di suoli non urbanizzati.
- Ridurre, ove possibile, la eccezionalità delle procedure e delle modalità di intervento
- Tutte le azioni orientate a questi fini, devono rispondere a principi di razionalità, sostenibilità e precauzione così da avere effetti positivi anche sul futuro sviluppo della città
- Anticipare, attraverso la ricostruzione, l’assetto futuro della città già definito negli strumenti di pianificazione vigenti e in itinere
- Individuare nuove o rinnovate funzioni strategiche della capitale regionale, e garantirne la localizzazione all’interno della struttura urbana individuata
Possibili percorsi di attuazione
Di seguito si tracciano sotto forma di sintetici appunti alcuni percorsi virtuosi cui riferirsi partendo dai pochi buoni risultati delle esperienze passate ma soprattutto dai numerosi errori. Per una migliore comprensione vedi lo schema allegato.
1. Verifica speditiva del patrimonio edilizio pubblico, storico o recente, in relazione alla agibilità e alla effettiva capacità di resistere al sisma
Questa verifica, da effettuare in tempi brevi, ha lo scopo di individuare possibili contenitori per la rilocalizzazione di funzioni strategiche e di governo
2. Localizzazione delle funzioni strategiche urbane e territoriali sia in edifici dismessi “verificati” sia in strutture temporanee
La localizzazione di funzioni strategiche in edifici e complessi verificati ha lo scopo di riattivare rapidamente le funzioni strategiche nella fase di ricostruzione
3. Verifica delle zone residenziali di nuovo impianto già previste dal Piano Strutturale del 2004 come possibili aree per la realizzazione di edilizia di sostituzione, di parcheggio e di nuova realizzazione
La verifica ha lo scopo di utilizzare per gli insediamenti temporanei aree già urbanizzate e aree per le quali il processo decisionale è stato già effettuato. Ciò consentirà, inoltre, di sviluppare porzioni di città sotto forma di “anticipazione” dell’assetto futuro definito dal sistema di pianificazione urbanistica.
4. Microzonizzazione sismica speditiva delle aree di cui al punto precedente
La verifica delle aree utilizzabili comprende una analisi preventiva delle possibili amplificazioni degli effetti del sisma causate dalla struttura geologiche delle aree. Ciò consentirà la definizione di criteri puntuali per l’edificazione. Qualora si preveda un intervento edilizio di soggetti privati (costruttori), è ipotizzabile una loro partecipazione economica per la microzonazione.
5. Realizzazione di alloggi temporanei per residenti e studenti sia con edifici prefabbricati in legno, sia con una stabilizzazione leggera di edifici dismessi e/o dismissibili (preferibilmente caserme). Questa attività deve essere anticipativa del futuro assetto e non provvisoria
Nelle aree di cui ai punti precedenti saranno realizzabili insediamenti temporanei quale anticipazione dell’assetto futuro. É possibile ipotizzare un regime di proprietà privata “diffusa” degli alloggi temporanei, con sussidio pubblico. E’ possibile ipotizzare l’”atterraggio” in queste aree di volumi provenienti da operazioni di demolizione senza ricostruzione realizzate nel centro storico.
6. Individuazione di percorsi di sicurezza nella città storica definiti da quinte di edifici sismicamente verificati
Nella città storica dovranno essere realizzati, nella fase di ricostruzione, percorsi sicuri in grado di garantire comunque, a sisma avvenuto, il funzionamento del sistema urbano (struttura urbana minima). Tali percorsi potranno essere realizzati rendendo sismicamente sicuri gli edifici prospettanti su di essi. Il miglioramento e/o l’adeguamento sismico degli edifici potranno essere realizzati attraverso specifici “programmi di riqualificazione antisismica” a compartecipazione pubblico/privato. La funzione dei percorsi di sicurezza, oltre a consentire di individuare vie di fuga e/o luoghi sicuri di raccolta, è di contribuire alla realizzazione di una porzione del sistema urbano (residenziale, terziario, di servizio, ecc) comunque attivo.
7. Costruzione del sistema di monitoraggio della Ricostruzione, relativo non solo alla città fisica ma anche al sistema ambientale e ad i flussi finanziari
La ricostruzione, anche per la necessità di rapidità e per la grande consistenza dei flussi finanziari che saranno generati, richiede la attivazione da subito di un sistema di monitoraggio snello, flessibile e in grado di restituire le criticità della ricostruzione al fine di migliorarne l’efficacia e l’efficienza complessiva.
8. Ricomposizione degli Archivi dello spazio urbano storico attingendo alle numerose ricerche universitarie esistenti
La ricostruzione rappresenta una importante occasione per ripensare all’assetto della città consolidata. Ciò va fatto rapidamente, ricorrendo all’ampio patrimonio documentario esistente. Si tratta, in altri termini, di ripensare il sistema degli spazi pubblici, utilizzando le demolizioni (associate al trasferimento di volumetrie) per ricostituire il sistema degli spazi pubblici urbani. Ciò consentirà sia di realizzare la struttura urbana minima che metta in sicurezza percorsi e funzioni, sia la ridefinizione degli spazi urbani
9. Predisposizione di misure compensative e perequative per le eventuali demolizioni senza ricostruzione da utilizzare nelle aree di atterraggio
La perequazione, il trasferimento di volumetrie e le misure compensative (volumetriche ma anche fiscali o finanziarie) appaiono uno strumento indispensabile per avviare rapidamente il riassetto del sistema urbano sinteticamente delineato nel punto precedente. Queste misure faciliteranno inoltre il miglioramento e adeguamento sismico consentendo di progettare l’accorpamento edilizio all’interno degli isolati utilizzando la demolizione senza ricostruzione
cfr documenti (download)

Condivido in pieno la posizione dell’INU, sopra sinteticamente riportata, per la ricostruzione post sismica dell’Aquila e degli altri Comuni colpiti. Ho la sensazione, però, che le iniziative messe in campo vadano in tutt’altra direzione; in primo luogo, le scelte di natura urbanistica sono gestite dalla Protezione Civile e dal Presidente del Consiglio. A mio avviso, questa è una assoluta anomalia, in quanto gli attori principali della ricostruzione dovevano essere gli Enti locali.
Probabilmente, i principi sopra esposti dovevano essere esposti/promossi/divulgati/diffusi in maniera più incisiva, sia attraverso una maggiore presenza sul territorio (assistenza volontaria ai comuni, dibattiti, campagna attraverso la stampa, etc.), sia facendo sentire il peso dell’Associazione e degli organismi accademici e professionali, nelle sedi decisionali.