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Documentazione relativa al c.d. Federalismo demaniale, Decreto Legislativo 20 maggio 2010

"Attribuzione a comuni, Province, Città metropolitane e Regioni di un loro patrimonio, ai sensi dell’articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42."


Su richiesta della Commissione parlamentare per il Federalismo l’INU è stato chiamato a partecipare alla formazione del parere che la Commissione ha prodotto sullo schema di decreto legislativo approntato dal Governo.

Trovate di seguito questi documenti:

- testo della L. 42/2009, "Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione", che fra l'altro istituisce la Commissione parlamentare;
- testo del parere espresso dalla Commissione bicamerale per il Federalismo, che in parte detta positive modificazioni al testo proposto dal Governo ed in parte osserva questioni rinviando al governo per ulteriori modificazioni e precisazioni, pur indicando criteri a cui attenersi;
- testo coordinato del DdL, integrato con le modifiche emerse nei lavori e positivamente dettate;
- nota che sintetizza gli elementi del documento presentato dall'INU e alcuni elementi emersi nel corso dell'audizione.
- testo della nota ANSA dell'11 maggio 2010
- testo del Decreto Legislativo 20 maggio 2010 "Attribuzione a comuni, Province, Citta’ metropolitane e Regioni di un loro patrimonio, ai sensi dell’articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42." varato dal Governo, ed in attesa di promulgazione.

Ai link qui sotto gli elenchi di beni pubblicati dall'Agenzia del Demanio, relativi agli immobili destinati al c.d. federalismo demaniale, tra i quali gli enti locali potranno scegliere quali beni richiedere allo Stato per procedere alla c.d. valorizzazione:
- beni in uso governativo
http://www.agenziademanio.it/export/download/demanio/UG_gennaio.pdf
- beni in locazione passiva
http://www.agenziademanio.it/export/download/demanio/LP_GENNAIO.pdf

NEW - testo della Relazione del Governo alle Camere in ottemperanza alla disposizione dell’art. 2, comma 6, della Legge 5 maggio 2009, n. 42 ("Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione");
NEW - testo di documentazione del Servizio Studi della Camera dei Deputati, sulla relazione governativa sul finanziamento degli enti territoriali prevista dalla legge delega sul federalismo fiscale;
NEW - testo della relazione governativa sul finanziamento degli enti territoriali prevista dalla legge delega sul federalismo fiscale (art. 2, co. 6, L. n. 42/2009)
NEW - Sintesi del Rapporto IFEL 2010 sul quadro finanziario dei comuni



Un primo commento al Decreto
di Simone Ombuen

 

Rileggendo a caldo il testo approvato dal CdM, si rileva che alcuni dei rilievi esposti dall'INU sono stati accolti e trasformati in modifiche, come il fatto che il conferimento dei beni può avvenire solo ad enti pubblici e non direttamente a fondi immobiliari, o che il provento delle dismissioni sia destinato a riduzione del debito storico o a spese di investimento; altri ignorati, ad esempio come la questione della inopportunità e pericolosità del trasferimento dei beni costituenti il patrimonio naturale (fiumi, laghi e coste) o il delicato tema della variante urbanistica per la valorizzazione.

Su quest'ultimo aspetto è rilevante notare che il Governo, pur in assenza di una legge quadro per il governo del territorio, ha varato un testo nel quale in più punti (art. 4 comma 3 e art. 6 comma 1) si riconosce: a) che la variante urbanistica è indispensabile ai fini della valorizzazione, anzi nel Decreto è l'unica procedura indicata espressamente a tale scopo, nonostante l'INU avesse suggerito un percorso che comprendesse la redazione di studi di fattibilità; b) che la variante urbanistica è condizione preliminare indispensabile per l'alienabilità dei beni; c) che addirittura per essere valida è assoggettata a verifica di congruità da parte dell'Agenzia del demanio o dell'Agenzia del territorio, secondo le rispettive competenze.

Si tratta di una importante ammissione in un testo legislativo di un dato di fatto che tutti riconoscono ma che ad oggi in modo così esplicito non è rintracciabile. A partire da tale ammissione, se confermata con la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica, si potrà efficacemente rivendicare in linea generale l'applicazione di equi principi di ripartizione dei cespiti delle valorizzazioni immobiliari derivanti da varianti urbanistiche per tutta la manovra urbanistica, e non solo per le dismissioni di patrimonio pubblico a fini di cassa. Fino ad oggi gli strumenti perequativi proposti dall'INU hanno svolto un efficace compito di redistribuzione dei plusvalori fondiari prodotti dagli strumenti urbanistici, senza però poter toccare sostanzialmente la produzione delle rendite, che la Corte Costituzionale ha reiteratamente dichiarato essere inerenti alla proprietà.
Oggi però a causa della tutela dei disastrati ed insostenibili bilanci pubblici questo limite salta, ed i piani urbanistici si vedono attribuire il compito di valorizzare la proprietà pubblica, sfruttando positivamente ed esplicitamente la loro funzione di regolazione del mercato immobiliare locale, ad esempio anche attribuendo edificabilità a terreni demaniali sino ad oggi non edificabili.
Visto che oggi, a causa di sentenze della Corte europea gli espropri debbono avvenire a prezzi di mercato, e per di più i suoli espropriati sono soggetti al vincolo d'uso per le sole funzioni pubbliche, nessun comune ricorrerà all'esproprio se non per singole opere pubbliche, e solo quando indispensabile.
Invece, applicando i principi che il nuovo provvedimento introduce, i comuni potrebbero senza più alcuna remora indire bandi per l'acquisto dai privati di suoli non edificati o di immobili abbandonati, ed una volta acquisiti valorizzarli tramite l'attribuzione di edificabilità, nuova o aggiuntiva, e di funzioni valorizzanti. Si aprirebbero da un lato grandi possibilità operative per i comuni, ma dall'altro rilevanti rischi di promozione di insostenibili trasformazioni del territorio per puri motivi di cassa.

Proprio la rilevanza degli aspetti evidenziati suggerisce cautela. Credo infatti che un tale radicale cambio di prospettiva potrebbe essere giudicato in sede costituzionale come eccedente i limiti della delega al Governo contenuta nella L. 42/2009.

La materia si conferma comunque estremamente complessa. I termini della manovra risultano sostanzialmente allungati, ad esempio trasformando il trasferimento in una procedura ordinaria a regime, ancorché restino ancora varie fasi procedimentali non chiare, nonché vari aspetti relativi alle competenze ancora problematici, non risolti dal Governo pur se nel parere della Commissione esistevano varie segnalazioni e rinvii.
Quanto ad altri aspetti, questo primo esito è certamente migliorativo rispetto alla pericolosità e alle numerose confusioni presenti nel testo originario. Trattandosi però di un testo che lascia al governo rilevanti spazi di ulteriore manovra, per dare un giudizio sugli esiti occorre attendere le decisioni che il Governo determinerà di assumere, anzitutto sui tanti aspetti per i quali il Decreto lascia significativo spazio all'azione diretta del Governo.

Per questi motivi l'INU proseguirà un percorso di attenzione sulla materia, vista la rilevanza che ha e che può ulteriormente assumere. In particolare sul tema del riordino della fiscalità immobiliare, che Commissione e Governo dovranno in futuro inevitabilmente toccare nel quadro del riordino complessivo, e che presenta rilevantissimi aspetti connessi alla disciplina del governo degli insediamenti e delle loro trasformazioni.

26 maggio 2010




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