Pietro Betta

Petro-Betta(Torino, 21 maggio 1878 – Torino, 17 settembre 1932) ha fondato la rivista Urbanistica ed è stato il suo primo direttore.
Effettuò i primi studi presso il Reale Collegio di Moncalieri e si laureò il 19 gennaio 1906. Subito dopo si recò a Roma per lo studio degli antichi monumenti. Entrò a far parte del corpo docente del Regio Politecnico nel 1908, con prima nomina ad assistente dei professori Cimbro Gelati e Giovanni Vacchetta, ebbe quali allievi, fra gli altri, Domenico Morelli, Felice Bardelli, Maurizio De Rege, Umberto Cuzzi, Sandro Molli-Boffa e Paolo Perona.
Nel 1913, in campo urbanistico, elaborò un primo progetto per il risanamento di via Roma a Torino. Nel 1921, fu incaricato in Storia dell’Architettura. Protagonista nell’ambito accademico torinese, non si dedicò unicamente alla docenza, anche se tale impegno fu sostanziale; in parallelo alla didattica sviluppò la professione e partecipò attivamente a iniziative culturali, scientifiche e al dibattito sul rinnovamento architettonico di quelli anni, e fu profondamente influenzato dai maestri del tempo, particolarmente dagli architetti dell’area mitteleuropea e nello specifico dalla “Secessione” viennese21. Fu tra gli organizzatori delle Mostre Edilizie Torinesi del 1922 e del 1926 e dell’Esposizione Nazionale Italiana di architettura del 1928.
Proprio per l’influenza di Betta e per l’apertura curiosa verso ogni innovazione di Gualino, questa manifestazione rappresentò una grande occasione per i giovani architetti, che avrebbero potuto cimentarsi nella costruzione di edifici che, essendo effimeri, potevano prestarsi a sperimentazioni innovative. Nello stesso 1928, in occasione dell’Esposizione, creò il GANT, Gruppo Architetti Novatori Torino.
Dal marzo 1926 al dicembre 1927, diresse la rivista L’Architettura Italiana, edita a Torino da Cristoforo Crudo, ove successe a Giuseppe Lavini. A sua volta, nel 1928, fu sostituito da Armando Melis de Villa. Nel 1930 promosse con Melis la costituzione della sezione Regionale Piemontese dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica). Fondò e diresse la rivista Urbanistica, il cui primo numero, Gennaio/Febbraio 1932, contiene una presentazione dell’INU e una sua introduzione dal titolo: “Che cosa è e a chi serve questa rivista”. Tra i numerosi scritti il più importante da considerarsi è certamente il saggio “Torino qual è e quale sarà”.

 

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