L’Istituto Nazionale di Urbanistica per Casa Italia

Dopo il sisma che ha colpito Amatrice e altri paesi del Centro Italia il 25 agosto 2016 l’Istituto Nazionale di Urbanistica ha risposto all’appello della Presidenza del Consiglio, indicando quanto è disponibile e quanto potrà essere prodotto per fornire in tutto il Paese il medesimo diritto alla sicurezza tramite azioni di governo pubblico e interventi privati, solidali nella consapevolezza del rischio e nella necessità della prevenzione; garantendo l’impegno continuativo per la messa in opera di CASA ITALIA; offrendo la disponibilità a collaborare con il Governo, la struttura commissariale, le istituzioni locali.

L’Istituto Nazionale di Urbanistica, tra le associazioni e le organizzazioni consultate dal governo sulla ricostruzione dei centri colpiti del terremoto nel Centro Italia e in vista della messa a punto di un piano complessivo di messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio, ha consegnato nel corso delle consultazioni a Palazzo Chigi ai rappresentanti del governo un documento intitolato “Un impegno continuativo e tre passi contro le macerie” (disponibili anche le slides di sintesi e un articolo scritto dalla presidente Inu Silvia Viviani sul Giornale dell’architettura), che raccoglie le riflessioni e le priorità elaborate dall’associazione rappresentativa della cultura urbanistica nel nostro Paese.

Tra i punti al centro dell’attenzione del documento, la necessità di rispettare le identità locali nel processo di ricostruzione dei luoghi, accompagnando la riedificazione con politiche sociali ed economiche.

L’Inu raccomanda l’adeguamento, il coordinamento dei piani e dei programmi di rango nazionale e locale, l’allineamento delle basi informative, interventi diversi fino alla demolizione di tessuti di scarsa qualità, azioni di compensazione ecologica e messa in sicurezza.

La prevenzione riguarda anche lo “spaesamento”, fisico e percepito. Nella pianificazione urbanistica e nelle azioni di governo locale deve prevedersi una “struttura urbana primaria” per garantire la permanenza della riconoscibilità identitaria urbana. Oltre agli edifici pubblici utilizzabili per il ricovero temporaneo degli evacuati, si devono mettere in sicurezza spazi pubblici aperti destinati temporaneamente all’accoglienza degli sfollati, da adeguare a condizioni antisismiche, preidentificati dalla comunità a tal fine, seppur ordinariamente utilizzabili come spazi di vita e relazione sociale.

Per la ricostruzione l’INU indica la dimensione degli aggregati edilizi, per superare i limiti della frammentazione proprietaria e garantire maggiore efficacia strutturale, risparmi ed economie di scala, la gestione dei cantieri più sostenibile e controllabile.

Una “grande opera pubblica” è un’azione che il Governo può sostenere nel promuovere una campagna di sensibilizzazione per una riappropriazione della consapevolezza dei rischi.

“Conservazione attiva, sicurezza urbana diffusa, conoscere per programmare” sono i tre passi contro le macerie fisiche e invisibili” dichiara la Presidente Silvia Viviani: “l’INU è pronto a fare la sua parte”.

 

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