Legislazione regionale – Calabria

Normativa di riferimento

Legge regionale 16 aprile 2002, n. 19, Norme per la tutela, governo ed uso del territorio – legge urbanistica della Calabria

Modifiche e integrazioni ai sensi della:
LR 22 maggio 2002, n. 23
LR 26 giugno 2003, n. 8
LR 2 marzo 2005, n. 8
LR 24 novembre 2006, n. 14
LR 11 maggio 2007, n. 9
LR 21 agosto 2007, n. 21
LR 28 dicembre 2007, n. 29
LR 13 giugno 2008, n. 15
LR 12 giugno 2009, n. 19
LR 13 luglio 2010, n. 15
LR 11 agosto 2010, n. 21
LR 10 agosto 2011, n. 33
LR 10 febbraio 2012, n. 7
LR 10 agosto 2012, n. 35
LR 3 settembre 2012, n. 39
LR 12 ottobre 2012, n. 46
LR 30 ottobre 2012, n. 49
LR 15 novembre 2012, n. 55
LR 20 dicembre 2012, n. 65

Deliberazione del Consiglio Regionale n.50 del 30/1/2006 – Modifiche e integrazioni alla legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 - Norme per la tutela, governo ed uso del territorio – Legge Urbanistica della Calabria
Circolare 7/3/2003, n.770 - Note esplicative per l’applicazione della Legge Urbanistica Regionale 16 aprile 2002, n.19
2005 Linee guida per la pianificazione regionale e schema della Carta Regionale dei suoli ovvero dei luoghi per l’applicazione della L.R. 16 aprile 2002 n.19 “Norme per la tutela, governo ed uso del territorio”.
Delibera di Giunta Regionale n. 5 del 11/1/2005 Approvazione linee-guida art. 17, comma 5 della LR 19/2002
Delibera di Giunta Regionale n. 563 del 6/6/2005 Revoca D.G.R. 11 gennaio 2005 n.5 e costituzione commissione Deliberazione del Consiglio Regionale n.4 del 17/05/2005 Programma di Governo “Un progetto per crescere insieme” cap. 3.3. – “Il sistema territoriale”, prevede l’attivazione di azioni finalizzate ad attuare la Legge Urbanistica Regionale.
23 settembre 2005 Catanzaro – Protocollo d’intesa ai sensi della L.R. 16 aprile 2002 n.19. art.14, comma 5, Un patto per il Governo del territorio in Calabria fra Regione Calabria, Province di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valenzia, ANCI.
Delibera di Giunta Regionale n. 106 del 10 novembre 2006, Linee guida della Pianificazione regionale e schema base della carta dei luoghi in attuazione della Legge urbanistica della Calabria n. 19 del 6/04/2002

Finalità

a) promuovere un ordinato sviluppo del territorio, dei tessuti urbani e del sistema produttivo;
b)assicurare che i processi di trasformazione preservino da alterazioni irreversibili i connotati materiali essenziali del territorio e delle sue singole componenti e ne mantengano i connotati culturali conferiti dalle vicende naturali e storiche;
c)migliorare la qualità della vita e la salubrità degli insediamenti urbani;
d)ridurre e mitigare l’impatto degli insediamenti sui sistemi naturali e ambientali;
e)promuovere la salvaguardia, la valorizzazione ed il miglioramento delle qualità ambientali, architettoniche, culturali e sociali del territorio urbano, attraverso interventi di riqualificazione del tessuto esistente, finalizzati anche ad eliminare le situazioni di svantaggio territoriale;
f)prevedere l’utilizzazione di nuovo territorio solo quando non sussistano alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti, ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione.

STRUMENTI DELLA PIANIFICAZIONE

Quadro Territoriale Regionale(QTR)

Strumento di indirizzo per la pianificazione del territorio con il quale la Regione, in coerenza con le scelte ed i contenuti della programmazione economico-sociale, stabilisce gli obiettivi generali della propria politica territoriale, definisce gli orientamenti per la identificazione dei sistemi territoriali, indirizza ai fini del coordinamento la programmazione e la pianificazione degli enti locali.

In particolare contiene:

-         la definizione del quadro generale della tutela dell’integrità fisica e dell’identità culturale del territorio regionale, con l’individuazione delle azioni fondamentali per la salvaguardia dell’ambiente

-         le azioni e le norme d’uso finalizzate tanto alla difesa del suolo, in coerenza con la pianificazione di bacino

-         la perimetrazione dei sistemi naturalistico-ambientale, insediativi e relazionale costituenti del territorio regionale, individuandoli nelle loro relazioni e secondo la loro qualità ed il loro grado di vulnerabilità e riproducibilità

-         la perimetrazione delle terre di uso civico

-         le possibilità di trasformazione del territorio regionale determinate attraverso la individuazione e la perimetrazione delle modalità d’intervento

-         il termine entro il quale le Province devono dotarsi od adeguare il Piano Territoriale di Coordinamento

-         il termine entro il quale le previsioni degli strumenti urbanistici comunali debbono adeguarsi alle prescrizioni dei Q.T.R.

-         l’analisi dei sistemi naturalistici ambientali ai fini della loro salvaguardia e valorizzazione

-         l’individuazione degli ambiti di pianificazione paesaggistica.

Carta Regionale dei Luoghi

Costituisce parte integrante del QTR e definisce gli orientamenti per la identificazione dei sistemi territoriali ai fini di una pianificazione e programmazione territoriale corrispondente alle reali esigenze e caratteristiche della regione. Col termine “luogo” si intende il territorio come spazio di vita, insieme della natura e delle modificazioni fisiche indotte dall’uomo in relazione al suo modo di abitare ed alla cultura che esprime. Essa contiene:

-         la perimetrazione dei sistemi che costituiscono il territorio regionale individuandone le interrelazioni a secondo della loro qualità, vulnerabilità e riproducibilità

-         i gradi di trasformabilità del territorio regionale derivanti dalla individuazione e dalla perimetrazione delle forme e dei modelli di intervento, con la conseguente nomenclatura dei vincoli ricognitivi e morfologici deri-vanti dalla disciplina statale e regionale sulla tutela e valorizzazione dei beni culturali singoli ed ambientali

-         le modalità d’uso e d’intervento dei suoli derivati dalla normativa statale di settore in materia di difesa del suolo e per essa dal Piano di Assetto idrogeologico della Regione Calabria.

Valenza Paesaggistica del QTR

Il QTR esplicita la sua valenza paesaggistica direttamente tramite normativa di indirizzo e prescrizioni e più in dettaglio attraverso successivi Piani Paesaggistici di Ambito (PPd’A) come definiti dallo stesso QTR ai sensi del D.lgs 42/04. Per la elaborazione del Piano paesaggistico la Regione può ricorrere, ai sensi del comma 3, art. 143 del Dlgs 42/04 e s.m.i., alla pianificazione congiunta con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con il Ministero dell’Ambiente della Tutela del territorio e del mare, previa sottoscrizione di una apposita intesa

Piani Paesaggistici d’Ambito (PPd’A)

Strumenti di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del territorio ai sensi dell’art. 143 del D.lgs 42/04 operanti su area vasta, sub-provinciale o sovracomunale. Gli ambiti di cui ai PPd’A sono indicati dal QTR. I PPd’A hanno funzione normativa, prescrittiva e propositiva a seconda dei livelli di qualità del paesaggio nei vari ambiti individuati dal QTR, assunti dai PTCP. Il quadro conoscitivo relativo al PPd’A dettaglia le analisi del QTR e può essere completato dalle indagini relative al PTCP. Gli scenari prospettici e gli apparati normativi dei PPd’A saranno determinati nell’elaborazione degli strumenti stessi.

Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP)

Atto di programmazione con il quale la Provincia esercita, nel governo del territorio, un ruolo di coordinamento programmatico e di raccordo tra le politiche territoriali della Regione e la pianificazione urbanistica comunale; riguardo ai valori paesaggistici ed ambientali, esso si raccorda ed approfondisce i contenuti del QTR. Il PTCP, in relazione alla totalità del territorio provinciale, assume come riferimento le linee di azione della programmazione regionale e le prescrizioni del QTR, specificandone le analisi ed i contenuti. Il PTCP stabilisce inoltre criteri e parametri per le valutazioni di compatibilità tra le varie forme e modalità di utilizzazione delle risorse essenziali del territorio. Esso contiene:

-         il quadro conoscitivo delle risorse essenziali del territorio e il loro grado di vulnerabilità e di riproducibilità in riferimento ai sistemi ambientali locali, indicando, con particolare riferimento ai bacini idrografici, le relative condizioni d’uso, anche ai fini della VAS

-         il quadro conoscitivo dei rischi

-         le prescrizioni sull’articolazione e le linee di evoluzione dei sistemi territoriali, urbani, rurali e montani

-         prescrizioni, criteri ed ambiti localizzativi in funzione delle dotazioni dei sistemi infrastrutturali e dei servizi di interesse sovracomunale, nonché della funzionalità degli stessi in riferimento ai sistemi territoriali ed alle possibilità di una loro trasformazione

-         prescrizioni localizzative indicate da piani provinciali di settore.

Piano strutturale comunale (PSC)

Strumento che definisce le strategie per il governo dell’intero territorio comunale, in coerenza con gli obiettivi e gli indirizzi urbanistici dettati dai Piani sovraordinati.

I contenuti dello strumento sono:

-         classifica il territorio comunale in urbanizzato, urbanizzabile, agricolo e forestale, individuando le risorse naturali ed antropiche del territorio e le relative criticità ed applicando gli standard urbanistici

-         determina le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni pianificabili

-         definisce i limiti dello sviluppo del territorio comunale in funzione delle sue caratteristiche geomorfologiche, idrogeologiche, pedologiche, idraulico-forestali ed ambientali

-         disciplina l’uso del territorio anche in relazione alla valutazione delle condizioni di rischio idrogeologico e di pericolosità sismica locale come definiti dal piano di assetto idrogeologico o da altri equivalenti strumenti

-         individua le aree per le quali sono necessari studi ed indagini di carattere specifico ai fini della riduzione del rischio ambientale

-         individua in linea generale le aree per la realizzazione delle infrastrutture e delle attrezzature pubbliche, di interesse pubblico e generale di maggiore rilevanza

-         delimita gli ambiti urbani e periurbani soggetti al mantenimento degli insediamenti o alla loro trasformazione

-         individua gli ambiti destinati all’insediamento di impianti produttivi a rischio

-         definisce per ogni Ambito, i limiti massimi della utilizzazione edilizia e della popolazione insediabile nonché i requisiti quali-quantitativi ed i relativi parametri, le aree in cui è possibile edificare anche in relazione all’accessibilità urbana, la aree dove è possibile il ricorso agli interventi edilizi diretti in ragione delle opere di urbanizzazione esistenti ed in conformità alla disciplina generale del REU

-         delimita e disciplina gli ambiti di tutela e conservazione delle porzioni storiche del territorio; ne individua le caratteristiche principali, le peculiarità e le eventuali condizioni di degrado e di abbandono valutando le possibilità di recupero, riqualificazione e salvaguardia

-         delimita e disciplina ambiti a valenza paesaggistica ed ambientale ad integrazione del Piano di Ambito, se esistente, oppure in sua sostituzione, se non esistente e raccorda ed approfondisce i contenuti paesistici definiti dalla Provincia

-         qualifica il territorio agricolo e forestale in allodiale civico e collettivo secondo le specifiche potenzialità di sviluppo

-         individua gli ambiti di tutela del verde urbano e periurbano valutando il rinvio a specifici piani delle politiche di riqualificazione, gestione e manutenzione

-         individua le aree necessarie per il Piano di Protezione Civile

-         individua e classifica i nuclei di edificazione abusiva, ai fini del loro recupero urbanistico nel contesto territoriale ed urbano

-         indica la rete ed i siti per il piano di distribuzione dei carburanti in conformità al piano regionale

-         individua, ai fini della predisposizione dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, le aree, da sottoporre a speciale misura di conservazione, di attesa e ricovero per le popolazioni colpite da eventi calamitosi e le aree di ammassamento dei soccorritori e delle risorse.

Piano Strutturale in forma Associata (PSA)

Strumento urbanistico finalizzato ad accrescere l’integrazione fra Enti locali limitrofi con problematiche territoriali affini e a promuovere il coordinamento delle iniziative di pianificazione nelle conurbazioni in atto, con conseguente impegno integrato delle risorse finanziarie. I territori oggetto del Piano Strutturale in forma Associata possono interessare due o più Comuni, anche se appartenenti a province diverse. Il PSA punta anche al coordinamento e all’armonizzazione tra assetto urbanistico, politiche fiscali e programmazione delle opere pubbliche da attuarsi tramite il ricorso ad idonei strumenti di coordinamento delle azioni economiche, finanziarie e fiscali favorendo in tal modo atteggiamenti cooperativi e patti fra le Istituzioni locali e promuovendo garanzia ed equità. Il PSA ha gli stessi contenuti ed effetti del PSC Per la redazione del PSA, si dovrà prevedere l’istituzione di un unico Ufficio di Piano incaricato della predisposizione di un unico documento preliminare e di un unico quadro conoscitivo, articolati per ogni territorio comunale; Piano Strutturale in forma Associata, articolato per ogni territorio comunale, e del relativo REU.

Regolamento Edilizio ed Urbanistico (REU)

Costituisce la sintesi ragionata ed aggiornabile delle norme e delle disposizioni che riguardano gli interventi sul patrimonio edilizio esistente; ovvero gli interventi di nuova costruzione o di demolizione e ricostruzione, nelle parti di città definite dal Piano generale, in relazione alle caratteristiche del territorio e a quelle edilizie preesistenti, prevalenti e/o peculiari nonché degli impianti di telecomunicazione e di telefonia mobile. Esso stabilisce:

-         le modalità d’intervento negli ambiti specializzati definiti dal Piano

-         i parametri edilizi ed urbanistici ed i criteri per il loro calcolo

-         le norme igienico-sanitarie, quelle sulla sicurezza degli impianti

-         quelle per il risparmio energetico e quelle per l’eliminazione delle barriere architettoniche

-         le modalità di gestione tecnico-amministrativa degli interventi edilizi anche ai fini dell’applicazione delle disposizioni sulla semplificazione dei procedimenti di rilascio dei permessi di costruire

-         ogni altra forma o disposizione finalizzata alla corretta gestione del Piano.

Piano Operativo Temporale (POT)

Strumento facoltativo ad eccezione dei Comuni che eventualmente saranno indicati in specifico elenco nel QTR del Piano Strutturale Comunale e lo attua individuando le trasformazioni del territorio per interventi pubblici o d’interesse pubblico individuati tali dal Consiglio comunale da realizzare nell’arco temporale di un quinquennio, ovvero nel corso del mandato dell’amministrazione adottante. La durata di validità del POT può essere prorogata non oltre 18 mesi dall’entrata in carica della nuova Giunta comunale a seguito di nuove elezioni salvo

diversa determinazione del Consiglio comunale e comunque non oltre il termine di cinque anni dalla sua approvazione. Il POT, per gli ambiti di nuova edificazione e di riqualificazione urbanistica, in conformità al PSC definisce:

-         la delimitazione degli ambiti d’intervento, gli indici edilizi, le destinazioni d’uso ammissibili in conformità al Piano Strutturale Comunale

-         gli aspetti fisico-morfologici ed economico-finanziari

-         le modalità di attuazione degli interventi di trasformazione e/o conservazione, anche ai fini della perequazione dei regimi immobiliari interessati

-         l’indicazione degli interventi da assoggettare a specifiche valutazioni di sostenibilità e/o di quelli destinati alla mitigazione degli impatti e alla compensazione degli effetti

-         la definizione e la localizzazione puntuale delle dotazioni infrastrutturali delle opere pubbliche di interesse pubblico o generale esistenti da realizzare o riqualificare, nonché l’individuazione delle aree da sottoporre ad integrazione paesaggistica.

Piani Attuativi Unitari (PAU)

Strumenti urbanistici di dettaglio approvati dal Consiglio Comunale, in attuazione del PSC o del POT, ove esistente, ed hanno i contenuti e l’efficacia dei piani particolareggiati,

dei piani di lottizzazione, dei piani di zona per l’edilizia economica e popolare, dei piani per gli insediamenti produttivi,dei piani di recupero del patrimonio edilizio esistente, dei piani di spiaggia dei piani di protezione civile. I PAU definiscono di norma:

-         l’inquadramento nello strumento urbanistico generale dell’area assoggettata a PAU

-         le aree e gli edifici da sottoporre a vincoli di salvaguardia

-         i vincoli di protezione delle infrastrutture e delle attrezzature di carattere speciale

-         le aree da destinare agli insediamenti suddivise eventualmente in isolati, lo schema planivolumetrico degli edifici esistenti e di quelli da realizzare con le relative tipologie edilizie e le destinazioni d’uso

-         l’eventuale esistenza di manufatti destinati a demolizione ovvero soggetti a restauro, a risanamento conservativo od a ristrutturazione edilizia

-         le aree per le attrezzature d’interesse pubblico ed i beni da assoggettare a speciali vincoli e/o servitù

-         la rete viaria e le sue relazioni con la viabilità urbana nonché gli spazi pedonali, di sosta e di parcheggio ed i principali dati plano-altimetrici

-         il rilievo delle reti idrica, fognante, del gas, elettrica e telefonica esistenti e la previsione di massima di quelle da realizzare

-         l’individuazione delle unità minime d’intervento nonché le prescrizioni per quelle destinate alla ristrutturazione urbanistica

-         le norme tecniche di esecuzione e le eventuali prescrizioni speciali

-         la previsione di massima dei costi di realizzazione del piano

-         comparto edificatorio

-         gli ambiti sottoposti al recupero degli insediamenti abusivi, qualora non previsti con altri atti.

Unitarietà basi cartografiche

Allegato A (art. 7 comma 8) determina l’unitarietà delle basi geografiche e della cartografia per la confrontabilità e l’interscambio dei dati attraverso il formato shp. Vengono individuati un set minimo di informazioni sia per il Quadro Conoscitivo e sia per il Documento Definitivo di PSC e l’obbligatorietà della firma digitale (Art.27 comma 2).

Fascicolo della Partecipazione e della concertazione

L’attività di partecipazione, sia sui piani urbanistici che sulle opere pubbliche, deve avvenire con processi tracciabili, ovvero con uno schema informativo completo sia sul sito internet di riferimento che in forma cartacea. Le osservazioni e gli interventi, espressi durante l’attività di partecipazione, sono riportati nel fascicolo della partecipazione e della concertazione.

Processo di approvazione

  • Adozione preliminare
    • VAS Doc. preliminare
    • Conferenza di pianificazione
    • Pareri definitivi
    • Conclusione Conferenza di pianificazione (150 gg)
    • Parere conformità geomorfologica (art. 13 legge 64/74)
    • VAS Definitiva
  • Adozione definitiva
    • Osservazioni  (60 gg)
    • Verifica regionale e provinciale (90 gg)
  • Approvazione finale
    • Osservazioni (accoglimento/rigetto)
      • Rigetto osservazioni e pubblicazione su BURC
      • Con accoglimento osservazioni:
        • Trasmissione PSC/PSA a Regione e Provincia (90 gg)
        • Pubblicazione BURC
  • Monitoraggio
    • Impatti significativi degli elementi presi in esame nella VAS

Gestione

Ufficio del Piano Associato (art. 71 bis)

La modalità di costituzione in forma associata è obbligatoria per i comuni facenti parte di un PSA e per i piccoli comuni con popolazione inferiore ai tremila abitanti.

Sportello Unico Associato

Pur non essendoci un deterrente normativo, sono ora previste le modalità associative obbligatorie per i Comuni dei PSA e per i piccoli Comuni sotto i 5.000 abitanti.

 

 

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