Giuseppe Campos Venuti

Giuseppe Campos Venuti, cavaliere di Gran Croce della Repubblica, è Presidente onorario dell’Inu dal 1990. È stato Presidente effettivo da novembre 1992 al maggio 1993, accompagnando l’Istituto ad una completa riorganizzazione ratificata nel XX Congresso.

È nato il 3 agosto 1926 a Roma, risiede a Bologna.

Partecipa giovanissimo alla resistenza quando, a soli 17 anni, collabora con i Servizi strategici della 5a Armata americana. Il suo nome di battaglia è “Bubi”, nomignolo che rimane tale ancora oggi. Finita la guerra si iscrive alla Facoltà di architettura di Roma dove si laurea. Inizia l’insegnamento universitario e sceglie l’urbanistica come sua professione.
Dal 1968 al 2001 ha insegnato urbanistica nella Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Nel 1984 è stato visiting professor alla Berkeley, Università della California. Nel 1996 gli è stata conferita la laurea ad honoris causa dall’Università di Valladolid.
Nel 1998 ha ricevuto il premio della Fondazione Cervia-Ambiente. Nel 1999 è stato insignito della Medaglia d’oro dal Presidente della Repubblica per la Scienza e la Cultura. Nel 2006 è stato insignito del Nettuno d’Oro dal Comune di Bologna, sua città d’elezione. Nel 2012 è stato nominato Cavaliere di Gran Croce dal Presidente della Repubblica.

E` stato Assessore all’Urbanistica del Comune di Bologna (1960-1966) e Consigliere (1970-1975) nella prima legislatura della Regione Emilia-Romagna, dove ha presieduto la Commissione urbanistica e assetto territoriale. E` stato Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dal 2000 al 2001.

Non ha mai avuto uno studio professionale privato, lavorando sempre come consulente di amministrazioni pubbliche. Nel 1962 cura la parte urbanistica alla Nota aggiuntiva programmatica del ministro del bilancio Ugo La Malfa; contribuisce agli studi confluiti nel Progetto 80 di Giorgio Ruffolo. Cura i lavori preparatori alle leggi e decreti urbanistici per conto del ministero dei lavori pubblici. Collabora con la fondazione dell’Agenzia mondiale Habitat dell’ONU, a Vancouver nel 1976.
Nel 1980 è consulente della Regione Emilia-Romagna per il Piano territoriale e nel 1986 contribuisce al Piano paesistico regionale.
Nel 1981 è consulente urbanista del Sindaco di Napoli per il Piano di Ricostruzione dopo il terremoto.
Nel 1985 è stato consulente della Commissione dell’ONU per la ricostruzione di Città del Messico dopo il terremoto.
Nel 1999 è consulente dei ministeri lavori pubblici e bilancio per lo studio di fattibilità dei collegamenti tra la Sicilia e il continente, per il Sistema Metropolitano Ferroviario di Roma 2000, per Sistema Infrastrutturale Meridionale 2000 (Ministeri del Bilancio e dei Lavori Pubblici ) e per l’Autostrada Tirrenica ( Regione Toscana).
L’attività professionale lo vede consulente per numerosi piani regolatori comunali fra i quali quelli di Bologna, Firenze, Modena, Madrid, Rimini, Pavia, Ancona, Padova, La Spezia, Piacenza, Reggio Emilia, Cuneo, Ivrea, Roma e Potenza.

Le numerose pubblicazioni suggeriscono il percorso culturale e l’impegno professionale verso una urbanistica riformista. Nel 1967 pubblica il libro, Amministrare l’urbanistica (Einaudi) sulla rendita urbana e la socializzazione disciplinare, che consegue un notevole successo editoriale e sarà anche tradotto in diverse lingue; cui segue l’anno opo, Urbanistica incostituzionale (Marsilio), sulla battaglia legislativa inerente la decadenza dei vincoli espropriativi e la riforma del regime dei suoli in Italia. Battaglia sempre viva che viene ribadita anche con Urbanistica incostituzionale 2 (Ed. Autonomie, 1980).
I volumi su Urbanistica e austerità (Feltrinelli, 1978) e La terza generazione dell’urbanistica (Franco Angeli, 1987) affrontano i nuovi contenuti disciplinari nelle città e nel territorio. Contenuti sviluppati in Antologia dell’urbanistica riformista (Etas Libri, 1991); e Cinquant’anni di urbanistica in Italia (Laterza, 1993).
Il suo pensiero è racconto il due recenti pubblicazioni: Città senza cultura. Intervista sull’urbanistica (Laterza, 2010) e nell’autobiografia Un bolognese con accento trasteverino (Pendragon, 2012).

 

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