Sessione 3 – Politiche per l’ambiente e il paesaggio

Cordinatore: A. Voghera
Discussant: Roberto Bobbio

Il 75% della popolazione dell’Unione Europea (UE) vive nelle città dove sono generati circa l’85 % del PIL europeo, l’80 % delle emissioni e del consumo di energia. Le città interpretano un ruolo di primo piano per il superamento della crisi economica, sociale e ambientale e per creare le condizioni per un’economia più competitiva, con un più alto tasso di occupazione e una migliore qualità del paesaggio, dell’ambiente e di vita; in questa direzione l’UE ha lanciato gli obiettivi della Strategia Europa 2020 finalizzata a orientare politiche, interventi e finanziamenti verso una crescita “intelligente, sostenibile, inclusiva e solidale”, focalizzata sulla creazione di posti di lavoro e sulla riduzione della povertà, sulla sicurezza e coesione sociale. Tale paradigma di sviluppo urbano, certamente strategico, vuole essere un processo di trasformazione teso a integrare progetti sullo spazio fisico delle città e azioni per la lotta alla povertà, alla marginalizzazione, l’innovazione dell’istruzione e della cultura con possibili esiti economici, ambientali e paesaggistici (European Commission, Directorate General for Regional Policy, 2011).
Questo processo negli anni è stato influenzato da politiche per le città e visioni europee basate sul policentrismo, sull’integrazione tra città e campagna, sulla valorizzazione dei corridoi ecologici tra aree naturali, rurali e verde urbano, su una connettività fisica e virtuale diffusa sul territorio (EC, Cities for Tomorrow, 2011); temi questi ultimi ripresi dalla Carta di Lipsia, dalla Dichiarazione di Toledo, dall’Agenda territoriale europea 2020, dall’Agenda Digitale e dalle sue differenti declinazioni nazionali (come l’Agenda urbana per l’Italia).
In Italia il dibattito sulla nuova programmazione 2014-2020 individua strategie relative a Mezzogiorno, città e aree interne, che dovranno essere oggetto di azioni ispirate al modello della città smart per ridisegnare e modernizzare i servizi urbani, sviluppare pratiche per l’inclusione sociale per aree e quartieri disagiati, rafforzare la capacità delle città di potenziare segmenti locali pregiati di filiere produttive globali. Queste politiche infatti necessitano di un approccio integrato capace di legare nelle strategie nazionali politiche straordinarie e ordinarie, in un quadro di debolezza del CIPU e di frammentazione delle decisioni, che apre al rischio che si definiscano programmi e progetti di sviluppo urbano poco integrati, scarsamente efficaci, difficili da valutare in termini di effetti e impatti anche ambientali e paesaggistici. Le strategie si caratterizzano inoltre per l’esaltazione di azioni e idee spaziali di carattere ampio e multifattoriale, ispirate alla sostenibilità e allo smartness, di cui è complesso misurare l’efficacia.
La qualità del paesaggio e dell’ambiente, capace di comunicare concetti politici complessi attraverso narrazioni avvincenti e localmente rilevanti, può essere l’obiettivo di politiche e pratiche di progetto locale. Il paesaggio è la dimensione strutturale del progetto di urbanistica, che mette in gioco azioni intersettoriali, aprendo all’interazione con le pratiche consensuali.
A partire dall’Agenda Urbana, politiche, piani e progetti dovrebbero porre al centro dell’attenzione il risparmio delle risorse ambientali e paesaggistiche, la sostenibilità e la sicurezza, rafforzando azioni per il riuso, il riciclo, la ricostruzione di un ambiente urbano con spazi pubblici adeguati e di qualità, l’uso di tecnologie per promuovere una città resiliente e a zero emissioni. Una città che dovrebbe caratterizzarsi per un paesaggio ricco per le forti relazioni tra le diverse componenti (ambientali, sociali e culturali), in cui le infrastrutture verdi, l’agricoltura urbana, il recupero degli spazi dismessi, la valorizzazione del patrimonio storico-culturale e naturale possono contribuire a incrementare la diversità, ad affrontare l’incertezza, il rischio e a promuovere la resilienza, anche attraverso lo sviluppo di processi di collaborazione tra istituzioni e comunità locali.

 

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