Sessione 12 – Specificità della città del centro

Discussant: R. Mascarucci
Coordinatore: Giancarlo Paba

Si parte dall’assunto che vi sia una relazione biunivoca tra le dinamiche socioeconomiche di scala territoriale e la forma dello spazio insediativo. Non solo i grandi fenomeni economici influiscono sulla configurazione della città, ma anche la predisposizione di opportuni spazi a livello urbano può favorire l’innesco di nuovi processi di sviluppo socioeconomico.
Nell’Italia di centro, la geografia e la storia hanno consolidato situazioni specifiche. La sua conformazione orografica ha determinato in passato e determina tuttora problemi di connessione tra i territori costieri del Tirreno e quelli dell’Adriatico. Su questa situazione geografica la storia ha sedimentato sistemi insediativi e di organizzazione territoriale che sono oggi messi in discussione dai nuovi scenari di riferimento, tanto che lo stesso concetto di “Italia di centro” assume declinazioni nuove rispetto al passato.
In questo quadro, ovviamente, la politica infrastrutturale gioca un ruolo fondamentale. Le scelte fatte e da fare sulle percorrenze longitudinali di rilevanza europea (corridoio tirrenico e corridoio adriatico), sulle connessioni trasversali (Grosseto-Fano, A24-A25, ecc.) e sulle attrezzature intermodali (porti, interporti, ecc.) condizionano fortemente la visione strategica di quest’area e il possibile ruolo di land bridge che alcune visioni di sviluppo tendono ad affidarle, determinando anche possibili condizionamenti di contesto per le funzioni che possono svolgere le città.
Nella convinzione che l’intero territorio, nel suo insieme, concorra alla erogazione dei servizi alla comunità locale (servizi ambientali nelle sue porzioni non urbanizzate e servizi alle attività dell’uomo nelle città), sembra limitativo l’approccio che vede giustapposte le esigenze delle “aree interne” a quelle delle “città metropolitane”, quando invece è il progetto complessivo del territorio che può favorire il rilancio competitivo dei sistemi locali ed è proprio il ruolo che al suo interno possono svolgere i “sistemi urbani intermedi” che può determinare il raggiungimento degli obiettivi di coesione e di sviluppo.
In questa logica, la particolare conformazione del sistema insediativo dell’Italia di centro può diventare, rispetto ad altre situazioni geografiche europee, l’asset vincente per il superamento dell’attuale crisi. Infatti, l’armatura urbana che caratterizza l’Italia di centro, storicamente conformata per offrire presidio attivo e servizi diffusi sul territorio, può recuperare e sviluppare in chiave attuale e innovativa questo suo ruolo, candidando le proprie città a fungere da poli di offerta di servizi avanzati, nuovi catalizzatori di uno sviluppo locale “intelligente”.
Tutto ciò non è ininfluente sulla predisposizione dei programmi di rigenerazione urbana nelle città del centro, sia per collocare detti programmi in una dimensione reale di fattibilità, sia per affidare ai relativi progetti di intervento il compito di creare le nuove occasioni spaziali per l’innesco dei fenomeni di sviluppo. La riprogettazione dell’armatura urbana intermedia, anche su scala intercomunale, può essere la leva vincente per un nuovo protagonismo dei sistemi locali dell’Italia di centro, nel quadro di una rinnovata politica di competizione geografica a scala europea. Il nuovo ruolo che le città del centro sono chiamate a svolgere deve, dunque, guidare la riprogettazione dell’esistente.

 

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