Sessione 10 – Politiche sociali

Discussant: Camilla Perrone
Coordinatore: Francesco Lo Piccolo

Le città hanno riconquistato un ruolo strategico nel disegno delle politiche urbane italiane ed europee dei prossimi anni. Nonostante il disorientamento innescato dalla portata dei cambiamenti dei processi di urbanizzazione e dalle sfide ambientali, climatiche, energetiche e sociali della transizione contemporanea, il cambiamento radicale delle componenti demografiche, degli stili e delle forme dell’abitare, le città sembrano rappresentare ancora un caposaldo della futura Europa urbana.
In questo quadro si intende esplorare il processo e le potenzialità della riorganizzazione della società e delle sue componenti, in forme nuove e inattese, che si esprimono con linguaggi e strumenti ben oltre la retorica della crisi. Innovazione tecnologica, nuovi modelli di welfare, pratiche socialmente legittimate di auto-produzione dell’abitare, suggeriscono già strategie e indirizzi per politiche sociali di nuova generazione contro la segregazione urbana in qualunque forma essa si esprima.
Le città italiane soffrono povertà, emarginazione, differenziazione di accesso ai diritti di base per molti abitanti “provvisori”, e conflitti sociali che spesso si traducono in conflitti spaziali (e viceversa), di portata spesso imprevedibile. Accade così che paesaggi urbani “postmetropolitani” diventino lo specchio e la sintesi di grandi contraddizioni sociali che si sviluppano a corrente alternata, dal centro storico di una città consolidata nella sua immagine, ai bordi di un organismo urbano che sta lentamente cambiando le sue forme e i suoi cicli ecologici e tecnologici, sfidando politiche, istituzioni e scienza.
Emerge con evidenza quindi il bisogno di reinventare politiche sociali che assumano e si misurino con un concetto nuovo di diversità urbana inclusivo di questioni come quelle del welfare condiviso, della segregazione sociale e culturale, del ruolo degli interventi area-based nei quartieri multiculturali, dell’agricoltura urbana come dispositivo di welfare e costrutto economico di modello di sviluppo neo-rurale. Al contempo, forse persino con un’urgenza più esplicita, si profila un terreno di lavoro per nuove politiche sociali che consentano di trattare la multiversa natura dei nuovi conflitti urbani e l’indurimento e l’esasperazione verso cui questi si avviano per effetto del permanere della crisi finanziaria. L’avanzare di un cambiamento strutturale nel sistema economico planetario dalle implicazioni ancora incerte, e sicuramente, l’incapacità istituzionale di catturare i problemi, di gestirli nella loro dimensione tran-scalare, di incontrare i destinatari delle politiche nel punto o nel luogo di maggior efficacia per il trattamento dei problemi costituiscono nodi irrisolti che renderebbero difficile disegnare qualunque politica pubblica di nuova generazione. Appare dunque necessaria una riflessione sui contenuti, sul profilo e sull’ambito di efficacia delle politiche sociali contro la segregazione nelle città italiane, che tenga conto, in modo sincronico e integrato, del trattamento dei conflitti e della costruzione delle condizioni sociali per il loro contenimento; che si soffermi inoltre sui gradienti di emarginazione e povertà differenziate in base all’emergenza, alla difficoltà di inserimento, all’illegalità delle forme abitative provvisorie, alle potenzialità di usi differenziati e alternati del patrimonio abitativo non occupato; che valorizzi le condizioni per cui le sempre più diversificate “capabilities” urbane possano esprimersi, oltre la garanzia fondamentale dell’accesso ai beni primari.
Sarà una occasione di riflessione su questi aspetti e si potranno raccogliere contributi che entrino nel merito delle sfide, dei contenuti, dei margini di intervento di nuove politiche sociali contro la segregazione nel quadro degli indirizzi dell’Unione Europea per un’agenda urbana. Si pone pertanto l’obiettivo di ripensare il ruolo e l’efficacia delle politiche sociali con riferimento al cambiamento delle città italiane e nella consapevolezza dell’importanza di ripensare all’Italia nel suo contesto culturale ma anche in dialogo con sfide, tradizioni e culture europee, mediterranee e planetarie.

 

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