Attività Basilicata

23/06/2016
Dal quotidiano La Nuova del Sud un articolo del presidente di Inu Basilicata, Roberto Lo Giudice, che critica radicalmente la classe dirigente regionale

20/10/2015 – Nuovo direttivo
L’Assemblea regionale di Inu Basilicata ha eletto il nuovo Consiglio direttivo. E’ stata anche l’occasione per una discussione sul programma e la messa a punto delle attività future. Il comunicato stampa e il verbale

Comunicato Stampa del 21/03/2014
Petrolio e sviluppo, la denuncia dell’Inu Basilicata
“Regione senza piani, territorio senza futuro”
Le conflittualità emerse l’altro giorno a Marsico Nuovo, nell’incontro programmato tra la Giunta Regionale di Basilicata, ENI e comunità della Val d’Agri, in merito alla complessa vicenda degli impatti ambientali delle estrazioni petrolifere in quei territori, è a giudizio della sezione Basilicata dell’Istituto Nazionale di Urbanistica la spia del profondo malessere che alberga ormai stabilmente nel territorio e nella comunità lucana. Malessere che nella regione quotidianamente si replica in tante altre situazioni di conflittualità locale tra risorse ambientali e modalità del loro sfruttamento, ed è il risultato della percezione diffusa, nella comunità lucana, dell’assenza di una speranza, di una concreta prospettiva di sopravvivenza, lavoro e sviluppo: l’assenza cioè di una visione del futuro della nostra Regione.

I cittadini lucani hanno ormai capito che la coincidenza tra il moltiplicarsi degli attentati ad ambiente, salute e paesaggio provocati dall’industria energetica (estrazioni petrolifere, campi eolici e fotovoltaici, ecc.), l’aggravarsi della fragilità del territorio (accresciuta dai cambiamenti climatici), ed il precipitare delle stime del declino demografico e socio-economico della regione (meno 50.000 abitanti al 2030), delineano per la Basilicata un futuro pressoché certo di area desertificata, sede ideale per attività ad alto rischio ambientale, pattumiera ecologico-energetica delle aree forti costiere (corridoi adriatico e tirreno).

Ecco la causa dei segnali di nervosismo e di preoccupata reazione che si manifestano nella comunità lucana: punta di un iceberg, che sconta anche palesi inadeguatezze nell’esercizio di un autorevole servizio di monitoraggio di acque, suolo e aria, in grado di offrire idonea garanzia per la salute dei cittadini e per le produzioni agroalimentari della Regione, toccando così nel vivo le ultime riserve di speranza. Le genti lucane rifiutano rassicuranti paternalismi, ma vogliono sempre più risposte credibili e concrete da chi li governa; vogliono cioè fattibili Programmi di sviluppo, chiaramente disegnati sul territorio (Piani), che ne valorizzino le risorse e non le abbandonino a più o meno sofisticati processi di sfruttamento, addolciti da qualche “bonus”, gentilmente concesso. Essi sarebbero anche disponibili a pagare qualche prezzo in termini ambientali, ma a condizione che siano chiari, e concretamente verificabili, i vantaggi, in termini di valorizzazione e sopravvivenza del territorio e della comunità regionale (lavoro, prima di tutto), che dai quei “costi ambientali” discendono.

Queste risposte purtroppo non ci sono, non emergono: la Regione Basilicata, “regione senza piani”, è da molti, troppi anni muta ed inerte: nessun Piano Paesaggistico Regionale, cornice delle “tutele” che dovrebbero salvaguardarne le risorse paesaggistico-ambientali; nessun Quadro Strategico Regionale, cornice del disegno di sviluppo e sopravvivenza della Regione, come entità-identità geografica, istituzionale, sociale. In sintesi, nessuna “visione del futuro”, che non sia la rincorsa alle emergenze, di tutti i tipi. L’Inu Basilicata ha, nelle settimane passate, lanciato un appello al Governo Regionale, perché dia corso immediatamente ad un “programma di salvaguardia e sviluppo” del territorio regionale, con l’obiettivo di assicurare una giusta, sicura e redditizia “cornice” di sopravvivenza e sviluppo, alle comunità ivi insediate: Un new deal per il territorio della Basilicata. Ad oggi nessun ascolto, nessuna risposta. In assenza di una tale mobilitazione politica, progettuale e civile, ci chiediamo: quanto dovrà la comunità regionale ancora attendere, cos’altro (alluvioni, frane, crolli, isolamento, inquinamenti) dovrà ancora accadere, quanti altri giovani (spesso laureati) dovranno emigrare, perché chi regge le sorti della Regione, maturi la consapevolezza della necessità, non più rinviabile, di esporre chiaramente, in Piani e Programmi approvati e condivisi, dove intende condurre la comunità stessa, verso quale progetto di futuro?

 

Lettera aperta al Governo Regionale
Un new deal per il territorio della Basilicata
A valle del grande sforzo di sintesi politico-programmatica fatta in Consiglio Regionale dal Presidente Pittella nell’esporre il programma della nuova legislatura, l’INU di Basilicata, nel condividerne gli obiettivi generali, ritiene opportuno sottolineare la necessità, imprescindibile, di “disegnare” tale sintesi sul territorio, convertendola in pianificazione urbanistica-territoriale, l’unica in grado di valutarne vantaggi, rischi ed impatti finali sulla “risorsa territorio”; risorsa (identità) che a noi oggi spetta tutelare, valorizzare, “modernizzare”, ma anche trasmettere integra (o perlomeno riconoscibile) alle generazioni future.

L’INU/Basilicata condivide l’analisi del Presidente Pittella; il quadro che offre il territorio della Basilicata da alcuni mesi è semplicemente sconfortante: alluvioni, frane, isolamento, spopolamento (soprattutto giovanile, inarrestabile), aggressioni continue all’ambiente, al paesaggio, alla salute, sono il pane quotidiano che la nostra Basilicata offre ai suoi cittadini, soggetti così ad un sempre più faticoso e complicato rapporto con il territorio nel quale vivono, lavorano, hanno una famiglia, hanno prospettive di serena sopravvivenza sociale, culturale, “civile”. Basti solo pensare ai mille disagi che molti nostri concittadini sono obbligati quotidianamente a sopportare per raggiungere il proprio posto di lavoro, la scuola, o di qui la propria casa, o magari un ospedale (non parliamo delle pressochè inesistenti stazioni ferroviarie attive e/o “utili” a raggiungere qualcosa); o alla disperazione di chi ogni mese deve spalare acqua e fango per rimettere in sesto la propria casa, la propria officina o il proprio campo. E’ ormai a tutti chiaro: siamo giunti ad un punto limite di rottura, per cui o si fa “qualcosa” e subito, in tempo reale, o si va all’esodo volontario, se non all’evacuazione forzata di larghe fette del territorio regionale, nelle quali, al sempre più grave ritardo e/o crisi di sviluppo socio-economico, si sommano gli ormai continui e ricorrenti “stati d’emergenza”: la Basilicata, come entità/identità geografica, in queste condizioni, non regge!

Lettera Aperta al Consiglio Regionale

Regione Basilicata: vendesi paesaggio

La Giunta Regionale di Basilicata, nella seduta del 24 maggio 2013, ha autorizzato la realizzazione di una serie di “parchi eolici” che, sommati a quelli già costruiti, ed a quelli in lista d’attesa, configurano un quadro sconvolgente per il futuro del paesaggio regionale.

Praticamente tutti i crinali che strutturano il territorio regionale, caratterizzato da una sequenza di vallate (fiumi), e crinali collinari e/o montani, potrebbero essere occupati, da Nord a Sud, da selve di pali eolici (dell’altezza media di 150 ml. =  palazzi di 50 piani!): le proposte di parchi eolici spaziano in effetti dalle dolci colline a vigneti del Vulture (Melfi, Venosa, Rapolla, Lavello) a quelle a seminativo doc della valle del Bradano (Acerenza, Oppido Palazzo, Genzano, Grottole, Miglionico ecc.) fino all’acrocoro calcareo-collinare di Matera e Montescaglioso (si salva Irsina, per una benemerita sentenza del Consiglio di Stato che ha ribadito il valore del paesaggio quale “bene primario ed assoluto”– art.9/Costituzione); dalle Valli del Basento/Cavone (Potenza, Vaglio, Campomaggiore, Tricarico, Grottole Garaguso, Salandra, Ferrandina, ecc.) alla Valle dell’Agri/Sauro (Viggiano, Laurenzana, Corleto, Gorgoglione, Stigliano,S. Arcangelo, Roccanova, Montalbano, ecc.), nelle quali si alternano varietà di paesaggi (dalle ricche terrazze metapontine, ai calanchi lunari, alle colline antropizzate, coltivate o boscate; dall’altrettanto mutevole Valle del Sinni, che definisce il piede del Massiccio del Pollino (Latronico, Colobraro, Rotondella , Valsinni, ecc.) alle valli dell’Appennino occidentale (Pescopagano S. Fele, Castelgrande, Muro, Vietri, Savoia,  Brienza, ecc.): una vera e propria vendita del paesaggio lucano (per un piatto di lenticchie, purtroppo!). Una operazione che potrebbe cambiare letteralmente e radicalmente i connotati del paesaggio lucano, con buona pace dei programmi regionali che fanno, dei valori naturalistico-ambientali e del paesaggio, la principale risorsa strategica del territorio lucano (cfr.:“la nostra forza è il fascino dei nostri paesaggi”!); e con buona pace anche delle dichiarazioni che tutti i giorni, i nostri amministratori regionali fanno nella medesima direzione.

Il caso di Matera (“gratificata” da 2 delle approvazioni di cui sopra, ed in attesa di altrettante 2: un inammissibile “accerchiamento”), è emblematico a riguardo: avremo un parco eolico, costituito da 15 aerogeneratori di h = 140 ml., collocato in bella vista, ai piedi del Sito/UNESCO (nonché Parco Regionale della Murgia Materana), ad “arricchire” un paesaggio storico-culturale e naturalistico–ambientale di straordinaria importanza, ormai universalmente riconosciuto a livello internazionale (ma, evidentemente, non a livello regionale).Un paesaggio le cui “matine” a seminativo, da sempre (dal neolitico) spazio rurale di riferimento della città rupestre, diventeranno a breve il toponimo nientemeno che di un “parco eolico”.Alcune domande (a chi ha valutato i progetti, e a chi li ha approvati):

-         nel calcolo costi-benefici del progetto eolico, è stato valutato il danno d’immagine (e quindi  economico) che provocherà un simile attentato al “quadro” paesaggistico ed habitat culturale della Basilicata più noto al mondo, costituente del resto il principale pilastro strategico del presente e del futuro della città (vedi Matera/2019)?

-         e se questo stravolgimento paesaggistico dovesse indurre l’UNESCO a declassificare Matera da “Bene del Patrimonio Mondiale” a “Bene in Pericolo”, chi ne pagherebbe le conseguenze?

Ora, quello che sta avvenendo nel paesaggio lucano non è frutto né di un destino “cinico e baro”, nè di un’imposizione esterna del potere statale (burden sharing richiesto di energia da fonti rinnovabili = 1438 MW), ma di una gestione “politica” del territorio che non ha mai voluto darsi regole valutative (obiettive, trasparenti, valide in tutti i casi) delle trasformazioni territoriali, affossando da subito la Carta Regionale dei Suoli, prevista dalla LUR dal lontano 1999.

Ciò ha permesso, tra le altre cose, l’approvazione di un PIEAR (Piano Energetico Regionale) che non tutela sufficientemente il territorio regionale ed il suo paesaggio, anche rispetto a quanto previsto dalla “Linee Guida” nazionali in materia (D.M.10/09/2010), cui non si è mai adeguato; e che, rinviando l’individuazione dei crinali di valore elevato (non idonei all’installazione di parchi eolici) ad un ipotetico Piano Paesistico Regionale (chi l’ha visto?), sta dando comunque via libera all’indiscriminata occupazione di paesaggio di cui oggi siamo testimoni.

Applicando questo PIEAR, si sta semplicemente consentendo la distruzione del paesaggio lucano, sulla base di convenienze imprenditoriali, senza il riscontro di un ragionato progetto” pubblico” di tutela paesaggistica e naturalistico-ambientale.

Pertanto, vista la gravità della situazione che si sta determinando, l’INU/Basilicata fa appello al Consiglio Regionale di Basilicata, perché, prima del suo previsto scioglimento, esamini in seduta straordinaria la problematica in oggetto, sulla scorta di una semplice cartina geografica che, rappresentando i parchi eolici esistenti e/o previsti, faccia prendere coscienza ai Consiglieri del possibile scenario prossimo futuro del paesaggio lucano, che essi stanno “regalando” ai propri amministrati; dopodiché, auspichiamo, dando un segnale di grande senso di responsabilità, deliberi un’aggiornamento del PIEAR che contenga:

-         l’adeguamento alle “Linee Guida” nazionali, dei criteri per la determinazione dei “siti non idonei” all’installazione dei parchi eolici ;

-         l’individuazione di massima delle aree di crinale strutturanti il paesaggio regionale (par.1.2.1.1 del PIEAR), e delle aree agricole interessate da produzioni agricolo-alimentari di qualità, e/o di particolare pregio rispetto al contesto paesaggistico-culturale, elaborate direttamente dal Dipartimento Ambiente e Territorio, nelle more della loro più puntuale definizione nel Piano Paesaggistico Regionale (ormai da anni in perenne itinere).

-         una conseguente riduzione della quota di energia da fonti rinnovabili assegnata all’eolico (allo stato i 2/3 del burden sharing!), trasferendola per quanto possibile al fotovoltaico, integrato nelle architetture e/o collocato nelle sterminate aree industriali dismesse della regione;

Quindi non una generica moratoria, facilmente censurabile (vedi sentenza della Corte Costituzionale su prospezioni petrolifere), ma un adeguato, severo ed illuminato aggiornamento dei criteri di gestione del territorio lucano ai fini della produzione di energia da fonti rinnovabili.

L’INU/Basilicata fa appello inoltre a tutte le Associazioni Culturali (ambientaliste e non) della Regione, perché si organizzi un’azione comune di sensibilizzazione della comunità regionale su di una problematica di fondamentale importanza per il futuro dell’identità geografica e culturale della nostra Regione.

Potenza, 07/06/2013      -      Il Direttivo INU/Basilicata

 

Comunicato Stampa

Matera: prove di de-qualificazione urbanistica

Il Consiglio Comunale di Matera, lo scorso 9 marzo, ha deliberato in merito al cosiddetto “Piano Casa 2”, vale a dire l’applicazione a livello locale della Legge Regionale n. 25/2012; legge con la quale la Regione Basilicata ha disciplinato (si fa per dire), gli interventi previsti dalla Legge n. 106/2011 (riqualificazione delle aree urbane degradate). La LeggeRegionale25 (sulla quale l’INU/Basilicata si ripromette a breve di intervenire più approfonditamente), andando molto al di là dell’impostazione e del dettato legislativo della L.n.106, ha in pratica aperto la strada ad interventi indiscriminati di ampliamento, sopraelevazione, chiusura di piani porticati, demolizioni/ricostruzioni, degli esistenti tessuti edilizi delle nostre città, con l’obiettivo di consentirne il rinnovo (ove necessario) e/o l’adeguamento (antisismico ed energetico). Il legislatore regionale comunque, consapevole della portata “pesantissima” di una norma siffatta sulla qualità delle nostre città, anche a seguito di puntuale intervento dell’INU/Basilicata (documento ed audizione in III Commissione Consiliare), ha ritenuto di dover “salvare” da tali tipi di interventi (art.6-c.1): i “Centri Storici” (zone “A” di PRG), ed i tessuti urbani “consolidati” (zone “B” di PRG), con l’evidente finalità di salvaguardare l’aspetto architettonico ed urbanistico delle parti più importanti delle nostre città, quelle nelle quali si riconoscono l’identità sociale, culturale ed urbana dei suoi cittadini; tutela derogabile solo “per limitate parti” con Delibera di C.C. da sottoporre a verifica della Regione stessa.

Orbene, il Consiglio Comunale di Matera, nella Delibera succitata, forse (vogliamo ritenere) non del tutto consapevole delle ripercussioni negative del provvedimento sulla qualità della città, ha ritenuto di ampliare le “limitate parti” di cui sopra a gran parte del tessuto urbano materano, ed ha deliberato di:

-         salvaguardare dagli interventi di ampliamento, sopraelevazione, demolizione/ricostruzione solamente i Rioni Sassi, il Centro Storico, i Quartieri ed i Borghi di Risanamento Sassi (Lanera, Serra Venerdì, Spine Bianche,La Martella, Venusio);

-         salvaguardare dalle sole demolizioni/ricostruzioni i quartieri INA Casa – IACP di Villa Longo, Platani, San Pardo, Sturzo;

-         rendere totalmente sopraelevabili (+ 20%) e demolibili/ricostruibili (+40%) tutti gli altri quartieri materani (da Serra Rifusa a San Giacomo, Vie Nazionale, Dante, Passarelli, Castello, e poi Macamarda,  Pini, Chiancalata, Agna, ecc.), e consentire inoltre ampliamenti (sempre del 40%) per tutte le costruzioni autorizzate e/o in corso di realizzazione (e senza neanche il conseguente incremento degli standards e servizi pubblici, monetizzabili):

una perfetta operazione di de-qualificazione (legalizzata) dell’urbanistica materana, del volto della città di Matera, passata, presente e futura!

Non vediamo in effetti in quale altro modo possa definirsi una operazione edilizia di siffatta natura, che consente l’alterazione irreversibile del “bene comune città”, e cioè di quei tessuti, di quegli spazi urbani, plasmati dall’edilizia cittadina che si è realizzata nel tempo, si è sedimentata nella memoria, e nella quale generazioni di cittadini hanno vissuto, vivono e si riconoscono. Senza considerare l’ineluttabile contenzioso sociale che dette improvvise alterazioni dell’orizzonte domestico provocherebbero nella “quotidianità” dei rapporti condominiali e di vicinato.

E senza considerare, nello specifico della città di Matera, la qualità delle architetture e degli spazi realizzati dal secondo dopoguerra, che la distinguono tra le città italiane contemporanee, e che costituiscono il tessuto connettivo urbanistico sul quale si sta, con grande impegno, costruendo l’orizzonte di sviluppo socio-economico della “Capitale della Cultura Europea 2019”.

Ma, al di là delle considerazioni culturali, l’INU/Basilicata ritiene che una Delibera siffatta, non rispetti la ratio e la norma della Legge Regionale n.25, e che debba essere assolutamente rimodulata, se non annullata.

Chiediamo pertanto al Sindaco ed al Consiglio Comunale di riconsiderare la decisione presa, riportando al centro della stessa la tutela della qualità della città.

 Chiediamo inoltre alla Regione Basilicata (titolare del potere di verifica: art. 6-c.3) di esaminare con attenzione e rigore detta Deliberazione, intervenendo, prima che scatti il silenzio assenso, per ristabilire la razionalità e la correttezza interpretativa dell’articolato legislativo; sappiamo che il Dipartimento Ambiente e Territorio regionale è allo stato senza guida politica: per questo ci rivolgiamo alla competenza politica, ma soprattutto culturale, del Presidente De Filippo, perché si faccia carico della questione; non farlo vorrebbe dire avallare questa ingiustificabile operazione di de-qualificazione della città più rappresentativa della Basilicata.

Matera, 18/03/2013         –        Il Direttivo INU/Basilicata

 

Seminario

“L’Università Italiana tra città e territorio nel XXI Secolo – Una mission per Matera polo universitario e città della cultura”
organizzato da Università degli Sudi della Basilicata e INU Basilicata
29 gennaio 2013
Sala Pietro Sassu, sede San Rocco – Matera
Il programma

Una vertenza urbanistica per la Regione Basilicata
documento del Direttivo INU Basilicata
11 gennaio 2013
L’Istituto Nazionale di Urbanistica, cui aderiscono liberi professionisti, docenti e rappresentanti di Enti Territoriali, è un osservatorio tra i più adatti a dare un contributo costruttivo sulle attuali condizioni del governo del territorio in Basilicata: l’ultima assemblea dei soci ha dibattuto sulla situazione che vive la Regione in questo particolare momento di crisi e dei pericoli che ne derivano; ne è scaturita l’esigenza di aprire una “VERTENZA URBANISTICA PERLA BASILICATA”. Continua a leggere


Convegno
“La Citta’ e la Provincia Di Matera
Pianificare Per Governare”
organizzato da Medeura e INU Basilicata
15 dicembre 2011
Salone Mediateca, Matera
Il programma


CONVEGNO

con Regione Basilicata
GOVERNO DEL TERRITORIO
ESPERIENZE DA UNA LEGGE RIFORMISTA
“IL NUOVO PIANO IN BASILICATA”

20 marzo 2008
Sala Inguscio, Via Anzio – Potenza
ore 9.00
[Scarica il programma] .pdf 153 Kb

CONVEGNO
“Il Regolamento Urbanistico nella Legge Regionale 23/99
Una occasione per progettare la qualità urbana di Potenza”

23 marzo 2006
Park Hotel, Sala Federico II – Potenza
ore 9.00
[Scarica il programma] .pdf 348 Kb

CONVEGNO
Infrastrutture Città e Territori

29 novembre 2005
Sala Inguscio, Via Anzio – Potenza
[Scarica il programma] .pdf 188 Kb

CONVEGNO
L’urbanistica del fare

Scelte e interventi per lo sviluppo dell’area metropolitana di Potenza
Park Hotel, Potenza – 26 ottobre 2004
[Scarica il programma] .pdf 244 Kb

CORSO DI FORMAZIONE
L’avvio a regime della nuova Legge Urbanistica Regionale della Basilicata
[ scarica il file ] (rtf 907Kb)

Potenza e Matera: due città a confronto
[ scarica il file ] (rtf 38Kb)


Segnalazioni

ENEA
CONVEGNO
Energia e sviluppo della Basilicata: Il ruolo della ricerca
Il programma

Trisaia (MT), 28 novembre 2011

 

 

I commenti sono chiusi.