Parchi eolici e paesaggio – Metodologie e tecniche per l’elaborazione della Relazione Paesaggistica

giugno 2013
Corso di Formazione – Roma
organizzato dalla Fondazione Giovanni Astengo
Per tutti: e’ necessaria la pre – iscrizione gratuita
che dovrà pervenire entro il 20 maggio 2013.
Cura Scientifica: Giovanni Campeol
Il preavviso di corso - Offerta cumulativa

Considerare il paesaggio come “strumento” per produrre pianificazione territoriale ed urbanistica è sempre stata un’aspettativa di grande fascino che ha coinvolto, in tempi recenti, studiosi di formazioni molto diverse, quali ad esempio Steiner o Sereni. Analogamente, il legislatore ha provveduto a emanare leggi e norme, in epoche diverse, che imponevano la necessità di redigere strumenti urbanistici di tipo paesaggistico.
La dissertazione sull’evoluzione del concetto di paesaggio nella disciplina urbanistica e sulla natura giuridica delle norme, che hanno introdotto l’obbligo della pianificazione paesaggistica, è infatti testimoniata da una ponderosa letteratura in merito. Più raramente viene affrontata la questione, assai più pratica, di come trasferire la lettura del paesaggio nella redazione degli strumenti di pianificazione, attraverso procedimenti (modelli) di tipo valutativo. Si ritiene, d’altro canto, che quest’ultimo sia il modo più efficace per poter introiettare conoscenze di tipo paesaggistico nell’elaborazione degli strumenti urbanistici, altrimenti influenzati prevalentemente da variabili di tipo economico, ieri, e di tipo ecologico o pseudo ecologico, oggi.
Il paesaggio è stato spesso interpretato a fini della sola tutela, attraverso chiavi di lettura basate sul “parere” di saperi esperti, fatto questo che non può essere metodologicamente annoverato nei processi valutativi e che non ha prodotto alcuna evoluzione nel campo della pianificazione territoriale e urbanistica (all’interno della quale si colloca la “pianificazione del paesaggio”), generando un dispendioso conflitto tra “conservazionisti” e “trasformisti” sul concetto di compatibilità paesaggistica.
Compatibilità paesaggistiche non dipende dall’assenza di interferenze (modificazioni) nel paesaggio,bensì dal mantenimento delle caratteristiche complessive della qualità paesaggistica, all’interno di categorie definite a priori, o dalla qualità di “nuovi paesaggi”.
Tale “definizione” è sostenuta anche dalla Convenzione Europea del Paesaggio (CEP) nella quale si auspica un equilibrio tra protezione, gestione, e pianificazione del paesaggio, cercando non di preservare o di congelare un paesaggio ad un determinato stadio della sua lunga evoluzione quanto, piuttosto, di “accompagnare i cambiamenti futuri riconoscendo la grande diversità e la qualità dei paesaggi che abbiamo ereditato dal passato, sforzandoci di preservare, o ancor meglio, di arricchire tale diversità e tale qualità, invece di lasciarle andare in rovina”.

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