Parchi eolici ed avifauna – Metodologie e tecniche per l’elaborazione della Relazione di Incidenza Ambientale

giugno 2013
Corso di Formazione – Roma
organizzato dalla Fondazione Giovanni Astengo
Per tutti: e’ necessaria la pre – iscrizione gratuita
che dovrà pervenire entro il 20 maggio 2013.

Cura Scientifica: Giovanni Campeol e Davide Scarpa
Il preavviso di corso - Offerta cumulativa

Il tema dell’interazione tra la realizzazione di impianti eolici e la conservazione della biodiversità risulta emblematico nel porre la questione su quali tipi di sinergie, positive e negative, possono derivare da azioni che, seppur distinte, condividono l’obiettivo generale della sostenibilità.
Nel nostro paese, rispetto a realtà quali il Nord America e il Nord Europa, la questione può dirsi ancora agli inizi, per il ritardo con cui la produzione di energia da fonte eolica si è concretizzata, anche se oggi si è di fronte ad una significativa progettazione di molti parchi eolici. In questa situazione stanno emergendo molti “conflitti” tra parchi eolici e avifauna, particolarmente significativi in un paese che ha la responsabilità di conservare buona parte della biodiversità d’interesse comunitario. Allo scopo di non ripetere iniziali leggerezze nell’autorizzazione degli impianti, molti Enti dediti alla conservazione (WWF, Lipu e Legambiente su tutti) hanno posto la questione e proposto strumenti utili ad affrontarla in modo razionale. La maggior spinta a ciò è venuta dalla Commissione Europea che, raccogliendo le esperienze internazionali, ha prodotto delle linee guida alle quali, oggi, studi e procedure autorizzative, in particolare VIA e VINCA, dovrebbero opportunamente attenersi. Dette Linee guide UE identificano quattro principali tipi di conseguenze negative generabili dagli impianti eolici sulla biodiversità: rischio di collisioni, disturbo e dislocazione, effetto barriera, perdita e degradazione degli habitat. Sono effetti complessi che non possono essere valutati solo sulla base delle esperienze estere, poiché diversi sono i contesti ambientali e le tipologie dei progetti eolici, ma devono trovare approfondimento scientifico e tecnico rispetto alle diverse realtà italiane. Diventa dunque necessario fare il punto della situazione sia sugli studi e sulle ricerche svolti a livello nazionale, sia sulle tecniche valutative per stimare la significatività degli impatti sulla componente biotica, derivanti dalla realizzazione di parchi eolici. Tenendo conto che le esperienze valutative vanno via via affinandosi anche alla luce delle questioni ambientali che emergono dalla complessità e diversità degli ambiti geografici che caratterizzano l’Italia. Parimenti, nell’ottica dello sviluppo richiamato dalla Direttiva “Habitat”, vanno considerate tutte le più avanzate tecnologie atte a risolvere i problemi che le valutazioni evidenziano e che possono, in alcuni casi, trasformare i problemi in opportunità.


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