Urbanpromo 2017, le iniziative dell’Inu. La programmazione comunitaria e le altre

20/11/2017
Domani al via alla Triennale di Milano Urbanpromo Progetti per il Paese, la manifestazione nazionale di riferimento sulla rigenerazione urbana organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit. Oltre all’organizzazione generale dell’evento l’Inu cura nell’ambito della manifestazione specifici approfondimenti e incontri: la Conferenza per il Po, un convegno incentrato sui possibili sviluppi del bando sulle periferie (parte prima e seconda) a cui parteciperanno rappresentanti di tutti i livelli istituzionali, una discussione sul progetto Smart Garda Lake a cui l’Inu collabora e un convegno che è un avanzamento del programma di lavoro Città accessibili a tutti. Da segnalare oltre a questi appuntamenti, nel pomeriggio di mercoledì 22 novembre, il convegno sempre a cura dell’Inu “Città e territorio nella programmazione comunitaria post 2020″. Lo coordinerà Franco Marini, membro dell’Ufficio di Presidenza e responsabile della Community Inu che si occupa del tema. 

Il convegno muove dalla constatazione di trovarsi in una fase decisiva: entro il 2018 l’Unione Europea definirà la politica comunitaria per il periodo 2021-2027, che condizionerà le politiche per le città e il territorio nei prossimi anni. L’Inu intende dare un contributo nella fase decisionale della prossima programmazione comunitaria, affinché programmazione economica e pianificazione territoriale trovino una necessaria saldatura nell’attivare adeguate politiche pubbliche integrate. Con questo obiettivo, e per renderle fruttuose per la costruzione della strategia, si esamineranno nel corso del convegno di Urbanpromo alcune esperienze (Marche, Umbria e Lombardia) che fanno riferimento alla cosiddetta Agenda Urbana della programmazione 2014 – 2020. Tra gli interventi successivi, che verteranno sulle questioni attinenti alla prossima programmazione comunitaria, quelli della presidente Inu Silvia Viviani, di Paolo Galletta dell’Agenzia per la Coesione Territoriale e di Francesco Monaco del Dipartimento Politiche di Coesione e Investimenti territoriali di Anci – Ifel. Concluderà la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini.

Franco Marini spiega quali sono le prime proposte e l’approccio che l’Inu metterà in campo nel convegno per migliorare l’utilizzo dei fondi europei: “Innanzitutto la necessità di sviluppare una visione di insieme, dallo Stato alle città passando per i livelli istituzionali intermedi. Questa visione di insieme di natura strategica tipo territoriale è quella che nostro avviso è mancata (o sta mancando) nella attuale programmazione 2014-2020 e che bisognerebbe fortemente promuovere per la prossima programmazione comunitaria”. Poi, spiega Marini rivolgendosi stavolta in modo specifico alle città, è necessario un cambio di metodo: “Una strada per avviare una nuova stagione programmatoria – pianificatoria delle città (non solo di quelle virtuose), potrebbe essere quella di rendere obbligatorio per le amministrazioni che intendono partecipare ai progetti europei di dotarsi di un documento programmatico, di una ‘vera’ Agenda urbana (non limitata, come sta avvenendo nella attuale programmazione alle risorse nell’asse Sviluppo Urbano sostenibile). L’elaborazione di un Documento programmatico per le città, potrebbe essere una ‘condizionalità ex ante’, per l’accesso ai fondi europei. In tal modo le città grandi e piccole potrebbero definire una vera Agenda urbana, che tracci una direzione per l’utilizzo dei fondi comunitari, ma anche di quelli nazionali e regionali”.

 

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